L’epidemia di Ebola in Congo, nonostante il tema sia ormai sparito dai media mainstream, non è stata affatto sconfitta e resta un’emergenza sanitaria. Anzi, negli ultimi giorni, stando ai dati diffusi dalle autorità locali, la diffusione del virus, che provoca febbre emorragica e presenta un alto tasso di mortalità, continua a crescere “a un ritmo senza precedenti”. Ad affermarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che guarda con particolare attenzione a quanto sta accadendo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Secondo l’OMS, la situazione è talmente grave da aver spinto l’agenzia a chiedere una tregua umanitaria, così da consentire alle squadre mediche di raggiungere le popolazioni a rischio e riprendere il controllo della trasmissione del virus.
Per l’OMS gli strumenti per combattere l’Ebola esistono, ma gran parte della popolazione colpita non può accedere ai trattamenti necessari perché è intrappolata nella spaventosa guerra civile che insanguina il Paese africano. “Quando riusciamo a raggiungere le popolazioni, fermiamo la trasmissione. Quando non ci riusciamo, il virus continua a diffondersi”, sottolinea l’OMS nella nota diffusa questa mattina.
Ebola, è allarme in Congo. L’Oms: “Il virus si diffonde a un ritmo senza precedenti, necessaria una tregua umanitaria per fermare l’epidemia”
Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 21 agosto 2026, la Repubblica Democratica del Congo conta 5.514 casi confermati e 2.642 decessi in 57 zone sanitarie. Davanti a questi numeri, sempre stando a quanto riferisce l’Organizzazione mondiale della sanità, questa è la seconda più grande epidemia di Ebola mai registrata e, cosa ancora più grave, quella che si sta diffondendo più rapidamente.
Una tregua è necessaria anche per garantire la protezione degli operatori sanitari che, attualmente, vedono 158 professionisti del settore medico contagiati e 45 deceduti.
Inoltre, l’OMS chiede al governo della Repubblica Democratica del Congo di agevolare la consegna delle attrezzature necessarie per combattere l’epidemia di Ebola. L’organizzazione sottolinea anche la necessità di effettuare un’indagine dettagliata su tutti i decessi che si verificano al di fuori dei centri di cura, al fine di individuare possibili collegamenti con la trasmissione del virus e comprendere meglio la riluttanza di alcune comunità a garantire sepolture sicure e dignitose.
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