Alluvione in Nepal, la tragedia peggiora ancora: 903 morti e oltre 4.200 dispersi. E ora preoccupa la possibile diffusione di malattie

Alluvione in Nepal, la tragedia peggiora ancora: 903 morti e oltre 4.200 dispersi. E ora preoccupa la possibile diffusione di malattie

Alluvione in Nepal, la tragedia peggiora ancora: 903 morti e oltre 4.200 dispersi. E ora preoccupa la possibile diffusione di malattie

Tra edifici ancora sommersi, strade devastate e villaggi ancora isolati, in Nepal continua la ricerca dei dispersi, nella speranza di trovare altri sopravvissuti alla spaventosa alluvione. Al momento, secondo fonti locali, sono diverse mnigliaia le persone ancora disperse tra Nepal e Tibet. A complicare ulteriormente la situazione c’è anche un’emergenza nell’emergenza: nelle aree rimaste senza collegamenti, infatti, l’acqua potabile scarseggia e si teme la diffusione di malattie.

“La preoccupazione principale è che l’acqua sporca possa diffondere malattie”, spiega Sudarshan Neupane, direttore di WaterAid Nepal, citato dalla CNN, sottolineando il “reale pericolo di un’epidemia” legato ai corpi in decomposizione e agli animali.

Intanto continua a salire il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, delle vittime accertate, che sono ormai 903. Lo ha riferito l’Agenzia nazionale per la riduzione e la gestione dei rischi, NDRRMA, secondo cui 272 corpi sono stati rinvenuti nel distretto di Chitwan, 207 a Nawalparasi Est, 151 a Nawalparasi Ovest, 95 a Nuwakot, 62 a Gorkha, 55 a Dhading, 37 a Tanahun e 24 a Rasuwa. Il precedente bilancio era di 781 vittime.

Dei 267 feriti finora segnalati, 156 sono già stati dimessi dagli ospedali. Come se non bastasse, oltre 4.200 persone risultano ancora disperse, tra cui 933 lavoratori impegnati in progetti idroelettrici e 592 cittadini stranieri.

Alle operazioni di ricerca, soccorso e messa in sicurezza partecipano più di 20.800 membri delle forze di sicurezza, tra polizia ed esercito, che sono riusciti a trarre in salvo 10.451 persone.

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