“Lunga o corta? Meglio senza”: dopo Tajani pure Vannacci inciampa sulla… gonna. La battuta infelice del generale (che poi si corregge) fa insorgere anche le deputate del Carroccio

Era difficile fare una gaffe peggiore di Tajani. Vannacci c'è riuscito: “Tra gonna lunga e corta, io la donna la preferisco sempre senza”

“Lunga o corta? Meglio senza”: dopo Tajani pure Vannacci inciampa sulla… gonna. La battuta infelice del generale (che poi si corregge) fa insorgere anche le deputate del Carroccio

Non era facile. Dopo la figuraccia inanellata da Antonio Tajani sulle donne, sulle gonne, sulle mogli affidabili e sulle minigonne traditrici, sembrava francamente difficile riuscire a fare peggio. Invece il generalissimo Roberto Vannacci c’è riuscito… Abbattendo con estrema facilità quel piccolo monumento alla gaffe costruito da vicepremier che aveva consigliato al figlio di scegliere la ragazza meno appariscente, più seria, più affidabile, quella con la gonna più lunga e, possibilmente, con una maggiore propensione a fare la buona madre di famiglia.

Un consiglio che gli era costato caro: dopo ore di martellanti polemiche e prese in giro universali, Tajani aveva dovuto fare atto di prostrazione. E qui aveva compiuto la seconda impresa: per dimostrare di non essere sessista aveva ricordato di aver nominato ben due donne ambasciatrici, una in Iran e una in Afghanistan. Roba da fratelli Vanzina. Insomma, era francamente difficile fare peggio.

Vannacci: “Io una donna la preferisco sempre senza gonna”

Invece Vannacci ci è riuscito. Di slancio. Intervistato ieri da “Start”, su Sky TG24, e interrogato sulla polemica sulle gonne, il generale ha risposto con un agghiacciante: “Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna”.
Evidentemente convinto che il modo migliore per commentare la figuraccia di Tajani fosse superarla: se Tajani aveva stabilito che la lunghezza della gonna potesse essere un indicatore di serietà, Vannacci ha avuto la brillante intuizione di eliminare direttamente la gonna dall’equazione.

Poi il generale minimizza:”Risposta leggera a domanda leggera”

Travolto anche lui dall’ondata di indignazione, l’ex militare è stato costretto a ripiegare, spiegando come la sua fosse stata una risposta “leggera” a una domanda altrettanto leggera (negando di fatto la fondatezza della protesta contro Tajani). “Non sono un bacchettone”, ha poi precisato, prima di iniziare una tortuosa spiegazione: una donna senza gonna, ha detto, potrebbe semplicemente avere i pantaloni.

Le donne non si classificano attraverso un capo d’abbigliamento. Lui le ama, ha aggiunto, sono “un dono dell’universo”, le considera esseri “fantastici e meravigliosi” e a lui piacciono “libere e consapevoli”. Perpetrando così il ciclo della (bassa) politica contemporanea: prima la provocazione, poi la precisazione, quindi la spiegazione della precisazione e infine la sottolineatura che tutti avevano capito male.

Insorgono tutti. Anche le donne del Carroccio

Ma oltre alle certezze di Vannacci, la storia delle donne con/senza gonne lunghe/corte ha raccontato molti di più, su chi circonda il Generale. Se infatti era abbastanza facile prevedere la reazione di Pd, M5S e opposizioni tutte alle parole prima di Tajani e poi di Vannacci, non altrettanto scontate erano le reazioni delle donne del centrodestra. Che invece si sono fatte sentire.

Erika Stefani, senatrice della Lega e capogruppo in commissione Giustizia, ha parlato di “volgarità contro le donne”. E ha avvertito che dietro la “finta battuta” ci sarebbe un’idea della donna considerata esclusivamente sotto il profilo sessuale. L’avvocato Giulia Bongiorno, sempre Lega, è stata ancora più netta: “Non c’è da ridere, c’è da preoccuparsi”.

Una provocazione troppo estrema o manovra elettorale?

Insomma, nella sua ricerca del limite successivo, Vannacci sembra essere riuscito in un’impresa ardua: spostare l’asticella della provocazione abbastanza in là da costringere persino alcune donne della destra a dire che si è esagerato.

Quelle donne dello stesso schieramento politico, per intenderci, che votarono Ruby nipote di Mubarak. Quelle donne che, tra i banchi del Carroccio, nel 2016 risero quando Matteo Salvini portò sul palco una bambola gonfiabile con le sembianze di Laura Boldrini. Le stesse che negli anni hanno sentito decine di battute sulle donne e che oggi scoprono il concetto di limite.

Bene. Ma il dubbio rimane: si tratta di una vera evoluzione culturale (effetto collaterale del vannaccismo)o  di semplice competizione elettorale con un movimento che si sta “mangiando la destra a colazione”…?