Se il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, invoca lo spettro della “pulizia etnica” in Cisgiordania, dall’altra parte l’81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite vede protagonista Donald Trump che rivendica meriti inesistenti, fa propaganda interna e cerca di affossare il diritto internazionale. Il presidente Usa chiede a Vladimir Putin di mettere fine alla guerra in Ucraina, promettendo una pace “prima di quanto si pensi” tra i due Paesi, ma allo stesso tempo parla di obiettivi raggiunti sull’Iran o su Gaza che nulla hanno a che vedere con la realtà. Così come il suo racconto sugli Stati Uniti e sulla loro economia.
Trump elogia se stesso e minaccia tutti
Trump passa gran parte del suo intervento a elogiare se stesso e il suo operato. Sull’Iran, si dice convinto che accetterà un accordo, ma solo – guarda caso – dopo le elezioni di Midterm. E non manca una nuova minaccia: “O un accordo o li anniento”. C’è, poi, un attacco frontale alla Cpi, definita un “tribunale antiamericano privo di giurisdizione”, oltre che “un gruppo di persone malvagie”: l’invito rivolto a tutti i membri è di “ritirarsi ufficialmente e immediatamente da questa istituzione fuorilegge”. Non manca un nuovo attacco a Cuba, che per Trump è “uno Stato fallito e cadrà”. Parole che hanno suscitato la reazione della delegazione cubana, che lascia l’aula.
Trump, poi, annuncia che invierà subito una “presenza militare massiccia” in Groenlandia e cambia il nome dell’intelligenza artificiale, sui documenti Usa, in “super intelligenza”. All’opposto c’è Guterres, che chiede di “favorire la de-escalation e il dialogo” in Medio Oriente. Ma che parla anche della “violenza”, degli “sfollamenti forzati” e dell’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che stanno “spianando la strada alla distruzione della pace e facendo emergere lo spetto di una pulizia etnica”.