Cosa succederà tra gli Stati Uniti di Donald Trump, alle prese con la disfatta alle midterm, e l’Iran? Questa è la domanda sulla bocca di tutti e a cui ha provato a rispondere Axios, sostenendo che il presidente americano ieri ha incontrato, per la prima volta dopo le elezioni di metà mandato, i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale. Un vertice che non è stato tenuto nascosto, anzi è avvenuto alla luce del sole, tanto che, ai giornalisti che gli chiedevano di cosa si fosse parlato, Trump ha risposto che deciderà presto se riprendere le operazioni militari su larga scala contro l’Iran o se continuare a puntare sulla diplomazia.
Secondo il ben informato Barak Ravid di Axios, il presidente, almeno per ora, starebbe valutando tre opzioni: lanciare nuovi attacchi, continuare a strangolare economicamente il regime iraniano o raggiungere un accordo che includa significative concessioni agli iraniani. Nel frattempo, scrive Axios, ieri si è registrata un’intensa attività diplomatica, comprese numerose telefonate tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e i mediatori regionali di Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Oman ed Egitto.
I mediatori del Qatar hanno proseguito i colloqui con gli iraniani e la Casa Bianca in merito a una bozza di proposta che prevede che le due parti intraprendano una serie di passi in pochi giorni per costruire fiducia reciproca in vista di un accordo più ampio. Secondo quanto riferito da fonti regionali, il piano prevede il progressivo allentamento delle misure americane in cambio di passi iraniani sul fronte nucleare e della riapertura dello Stretto di Hormuz. I colloqui sul nucleare sarebbero quindi destinati a riprendere, con particolare attenzione alle scorte di uranio altamente arricchito dell’Iran.
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Che la situazione sia in evoluzione, con la possibilità di una ripresa delle operazioni militari Usa contro l’Iran sempre più concreta, lo hanno capito anche gli iraniani. Secondo Reuters, infatti, il regime degli ayatollah ha inviato a Washington una proposta di pace che affronterebbe anche il delicato tema del nucleare, pretendendo, però, che questa venga accompagnata dall’accoglimento delle sette richieste di Teheran. Tuttavia, spiega l’agenzia di stampa, al momento gli Usa starebbero ancora esaminando la proposta e non avrebbero preso alcuna decisione.
Una notizia che, in realtà, era stata anticipata nei giorni scorsi da Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, che aveva spiegato: “Sul fronte diplomatico, abbiamo comunicato agli americani sette condizioni. Finché non soddisferanno queste sette richieste, non riapriremo lo Stretto di Hormuz né avvieremo alcun negoziato”. Tra le condizioni poste dall’Iran figurano la revoca delle sanzioni statunitensi, lo sblocco dei beni iraniani congelati e il pagamento di riparazioni di guerra. Washington, dal canto suo, ha ribadito che la questione nucleare deve essere parte integrante di qualsiasi negoziato iniziale.