Malgrado le aperture di Volodymyr Zelensky a un vertice trilaterale tra Usa, Ucraina e Russia per cercare un accordo di pace, la fine delle ostilità sembra ancora lontana. A sostenerlo è il primo ministro polacco Donald Tusk, che in un’intervista a La Stampa si è detto scettico sulla volontà di Vladimir Putin di concludere la sua campagna militare contro Kiev. Anzi, secondo il leader della Polonia, la Russia potrebbe addirittura intensificare le operazioni militari e le azioni ostili contro i Paesi europei.
Proprio per questo Tusk chiede all’Ue di mantenere un atteggiamento realistico sui negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti: “Dobbiamo essere molto cauti riguardo alle reali intenzioni della Russia”, sottolineando che “in inverno, Putin potrebbe avere meno incentivi a raggiungere un accordo”. Secondo il premier, Mosca potrebbe sfruttare la stagione più fredda per intensificare i combattimenti anziché cercare un compromesso. Sul coinvolgimento europeo nei negoziati, Tusk sottolinea la necessità di una posizione comune, pur in presenza di diversi formati diplomatici.
Particolarmente preoccupante, secondo il leader di Varsavia, è la crescente minaccia russa ai confini orientali dell’Europa. “Secondo le nostre fonti e quelle alleate, la minaccia russa continuerà a crescere e possiamo aspettarci un’escalation”, avverte Tusk, indicando nei Paesi baltici e nella Polonia i primi possibili obiettivi. La minaccia potrebbe manifestarsi attraverso forme diverse, dalle operazioni ibride alle provocazioni militari.
Tusk non si fida di Putin e avverte l’Europa: “La minaccia russa crescerà”. Nel mirino Polonia e Paesi baltici
“È molto difficile distinguere tra guerra ibrida, guerra cibernetica e queste provocazioni vicino a Kaliningrad. Possiamo vedere tutte queste cose accadere contemporaneamente”, afferma. Varsavia ha già istituito una task force antiterrorismo, anche per fronteggiare possibili sabotaggi e incursioni. Nei giorni scorsi, inoltre, la Polonia ha rafforzato la presenza di forze di polizia e militari nelle aree nord-orientali del Paese, dopo aver ricevuto informazioni su possibili azioni di sabotaggio o incursioni.
Nell’intervista Tusk affronta anche la crisi politico-istituzionale polacca, segnata dallo scontro con il presidente della Repubblica Karol Nawrocki sulla composizione e sulla guida del Tribunale costituzionale.
Il premier sostiene che “dal suo punto di vista” il problema giuridico della Corte sia ormai risolto e auspica un allentamento delle tensioni. La questione, tuttavia, resta aperta: il presidente Nawrocki e l’opposizione nazionalista contestano la legittimità delle mosse compiute dal governo e la crisi istituzionale non è ancora conclusa.
Resta tuttavia il braccio di ferro con il capo dello Stato, che Tusk accusa di voler utilizzare fino in fondo il proprio potere di veto e di aver impedito l’insediamento di 46 ambasciatori nominati dal governo. Tusk assicura di voler cercare un’intesa con Nawrocki, nell’interesse del Paese, mentre si avvicinano le prossime elezioni: si voterà tra un anno e, secondo il premier, la campagna elettorale è già di fatto iniziata.