Truppe italiane in Arabia Saudita, Crosetto in Aula: “Tutto trasparente”. Ma Bonelli lo smentisce: “Il Parlamento lo ha saputo solo tre mesi dopo l’invio”

Il ministro, in Aula sulle truppe in Arabia Saudita, assicura: "Percorso parlamentare totalmente trasparente". Ma Bonelli non ci sta

Truppe italiane in Arabia Saudita, Crosetto in Aula: “Tutto trasparente”. Ma Bonelli lo smentisce: “Il Parlamento lo ha saputo solo tre mesi dopo l’invio”

Nessuna lacuna, nessuna scorciatoia, tutto regolare e alla luce del sole. È questa la linea scelta ieri dal ministro della Difesa Guido Crosetto per rispondere al question time della Camera all’interrogazione dell’Avs, Angelo Bonelli, che chiedeva conto della presenza di forze armate italiane in Arabia Saudita, oltre 700 miliari nel golfo dal 15 marzo, ma la cui presenza il Parlamento ne sarebbe è venuto a conoscenza soltanto il 15 giugno.

Truppe in Arabia, Crosetto: “Quadro giuridico chiaro”

“Nessuno sostiene nessuna guerra, voglio essere netto su un punto”, ha scandito marziale Crosetto, secondo cui “la presenza dei nostri militari nell’area poggia su un quadro giuridico chiaro ed un percorso parlamentare totalmente trasparente”. Per il ministro non ci sono state scorciatoie, né “sono mai state limitate le prerogative parlamentari”.

“Stiamo difendendo le navi italiane, la pace e siamo lontani anni luce da qualunque logica di guerra”, ha detto, ricostruendo la cronologia degli atti parlamentari: “Il 5 marzo il Parlamento ha autorizzato le risoluzioni che autorizzavano specificamente il dispiegamento di sistemi di difesa aerea antimissilistica e sorveglianza a difesa dei cittadini italiani ed in supporto di Paesi partner e alleati nell’area del Golfo a tutela degli interessi nazionali”.

Un’autorizzazione, ha aggiunto, “confermata con la proroga delle missioni internazionali approvata dall’Aula della Camera il 28 luglio a valle di un ciclo di audizioni da parte del ministro degli Esteri, dal ministro della Difesa, del capo di Stato Maggiore della Difesa, del comandante del Covi”.

Semplice riposizionamento di truppe

Per il titolare della Difesa, si è trattato semplicemente di un “riposizionamento di capacità esistenti non più impiegabili nelle aree autorizzate nell’ambito della missione Inherent Resolve“, cioè Iraq e Kuwait, di cui il Parlamento sarebbe stato “costantemente coinvolto”.

Sul fronte del Mar Rosso e dello Stretto di Bab el Mandeb, il ministro ha rivendicato la partecipazione italiana alla missione europea Aspides, sottolineando come un eventuale rafforzamento del contributo nazionale sarebbe finalizzato a “rendere più efficace ciò che l’Italia fa già a sostegno dell’economia italiana e non della guerra”.

Chiesto a Kallas di allargare i contributi per la missione Aspides

Crosetto ha reso noto di aver scritto il 18 settembre all’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, chiedendo “un intervento urgentissimo dell’Unione europea per ottenere immediati addizionali contributi all’operazione Aspides da parte di tutti gli Stati membri“, dal momento che oggi sostengono la missione “soltanto l’Italia e la Grecia”. Il ministro ha quindi assicurato che Kallas avrebbe condiviso l’urgenza scrivendo a sua volta a tutti i Paesi membri per sollecitare “una maggiore contribuzione di mezzi navali e aerei”.

“Il confronto col Parlamento non è mai venuto meno, né in nessun caso sono state limitate prerogative”, ha ribadito Crosetto, chiudendo la sua replica con una formula che sintetizza l’intera linea difensiva del governo: “Stiamo esattamente facendo ciò che tutti si aspettano da noi: difendiamo le navi delle compagnie italiane e la pace”.

Infine, uscendo dall’Aula, ha anche smentito seccamente di aver discusso del Safe con il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto poco prima di lui allo stesso question time: alla domanda se ne avesse parlato, la risposta è stata un lapidario “no”.

Bonelli: “Il governo offre copertura ai conflitti di Trump”

Dura la replica di Bonelli: “Crosetto afferma che nessuno sostiene la guerra, ma questo governo dà di fatto copertura alla guerra iniziata da Trump. Non c’è un’iniziativa diplomatica per far cessare le armi né una presa di posizione chiara nei confronti di chi questa guerra l’ha voluta”.

Per l’Avs, il richiamo alla missione Inherent Resolve non regge: “Il ministro richiama gli impegni assunti con Inherent Resolve, ma quella è una missione contro l’Isis: non c’entra nulla con la protezione dell’Arabia Saudita e gli Stati Uniti ne hanno annunciato da tempo la conclusione”.

Ancora più netto sul nodo della trasparenza: “Il ministro non ha chiarito quali siano le regole d’ingaggio né che cosa facesse il Gulfstream in volo a supporto dell’Arabia Saudita durante l’attacco. Quanto al percorso parlamentare ‘totalmente trasparente’ rivendicato dal ministro, i 700 militari sono stati inviati il 15 marzo, ma il Parlamento ne è venuto a conoscenza soltanto il 15 giugno. Non per iniziativa di Crosetto, ma anche grazie al lavoro dei giornalisti che continuano a fare giornalismo d’inchiesta”.