Destra due pesi e due misure: garantisti con Delmastro, forcaioli con Scarpinato

Una riga del gip e FdI vuole Scarpinato fuori dall'Antimafia. Sulle chat di Delmastro, ad agosto, alzò lo scudo: 206 voti segreti.

Destra due pesi e due misure: garantisti con Delmastro, forcaioli con Scarpinato

Seicentoquarantaquattro pagine per archiviare contro ignoti il filone mafia-appalti sulle stragi del 1992, e in mezzo a quelle pagine il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha scritto che il senatore Roberto Scarpinato (M5S), ex procuratore generale di Palermo, avrebbe svolto un'”attività depistante” al telefono con l’ex collega Gioacchino Natoli.

In quel procedimento Scarpinato è un terzo, mai indagato e mai ascoltato. Nelle conversazioni intercettate ricordava a Natoli di parlare in Commissione antimafia della riunione in Procura del 14 luglio 1992, e lui ripete di avergli chiesto di riferire un fatto vero, raccontato da Natoli stesso, lamentando che il contraddittorio per dimostrarlo gli è stato negato. La chiama «bullismo politico», e quello che è successo dopo gli dà una mano.

Scarpinato e Delmastro, destra due pesi e due misure

La destra si è mossa in un fine settimana. Domenica i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami, hanno scritto ai colleghi del Movimento 5 Stelle chiedendo di sostituirlo, in nome dell'”attendibilità istituzionale” della commissione presieduta da Chiara Colosimo (FdI), con una chiosa che misura la temperatura del conflitto: avete sempre dichiarato “rispetto per le parole dei magistrati”, ora dimostratelo.

Il capogruppo di FdI in Antimafia Raoul Russo pretendeva già un chiarimento immediato, Maurizio Gasparri (FI) ha perfino ringraziato il giudice perché smonterebbe le “teorie infondate” sui coinvolgimenti politici nelle stragi, come ha scritto il Fatto Quotidiano, e sul Giornale il generale Mario Mori, ex capo del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, ha consigliato a Scarpinato un passo indietro. Il coro, insomma, era già accordato.

Il giudice che piace e quello che…

Il rispetto per le toghe, a destra, funziona a giorni alterni. Nello stesso ufficio la gip Graziella Luparello a dicembre ha respinto la richiesta della Procura di archiviare le indagini sui mandanti esterni di Capaci e via D’Amelio, ha ordinato 43 approfondimenti e ha scritto che blindare tutto su mafia-appalti è una scelta “affetta da severa miopia”; la Procura ha fatto ricorso e l’ordinanza ha retto in Cassazione.

Sono due giudici dello stesso tribunale che leggono la stessa storia in modo opposto, e la maggioranza ha deciso che soltanto uno dei due merita ascolto. Dov’è finito, in questi giorni, il rispetto per le parole della gip Luparello?

Poi c’è il capitolo delle intercettazioni, il più istruttivo. Le 33 conversazioni di Scarpinato sono state offerte in visione ai commissari dell’Antimafia senza alcuna autorizzazione del Senato, dopo che la presidente Colosimo le aveva chieste e ottenute dalla Procura nissena, come ha scritto il Foglio, e il 18 marzo 2025 la Giunta delle immunità di Palazzo Madama, a maggioranza, ha bocciato la proposta di sollevare conflitto di attribuzione, come ricostruisce la Corte costituzionale nell’ordinanza 106 di quest’anno.

Il 5 agosto, a voto segreto e con 206 voti contro 133, la stessa coalizione ha invece negato alla Procura di Roma le chat fra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (FdI) e Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un clan, mentre il relatore di maggioranza spiegava che sequestrando un telefono «si sequestra la loro intera vita». La vita di Delmastro, evidentemente, pesa di più.

Ci avevano già provato per legge, con il disegno di legge 1277 sul conflitto di interessi in Antimafia, pensato, lo dice la relazione introduttiva, per il commissario che potrebbe essere ascoltato in ragione delle funzioni svolte in passato. Adesso basta un inciso dentro un decreto di archiviazione. Seicentoquarantaquattro pagine e nessun colpevole: alla destra è bastata una riga per trovarne uno, possibilmente all’opposizione.