Le Lettere

Il vento storto della storia

In Brasile Lula al ballottaggio e in Spagna Sanchez ad elezioni anticipate. Gli ultimi scampoli della sinistra internazionale sembrano arrivati alla frutta.
Gustavo Romani
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Gentile lettore, ci sono epoche nella Storia in cui un vento storto e nefasto travolge i popoli come se ci fosse un disegno divino, ma di una divinità malvagia. In Brasile gli auspici per Lula sono neri: i sondaggi lo davano in vantaggio di 2-3 punti percentuali e invece l’80enne simbolo del riscatto sociale e della lotta alle dittature marchiate Made in Usa si trova a inseguire col 45% contro il 47 di Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente agli arresti per il tentato golpe. Lula sembra non avere scampo perché i voti del rimanente 8%, andati a candidati minori di estrema destra, al ballottaggio convergeranno su Bolsonaro. In Spagna i sondaggi danno perdente il socialista Sanchez, nonostante il miracolo economico: il Pil del Paese cresce più di tutti in Europa e la Spagna ha subìto meno degli altri la crisi energetica. Sanchez ha anche il merito di aver tenuto testa al bullismo di Trump e della Nato e di aver detto di no alla richiesta di una spesa in armi pari al 5% del Pil. La stessa aberrazione vediamo in Italia, dove FdI viaggia sempre sopra al 26%, nonostante i danni provocati da Meloni: il Paese si è impoverito, in 4 anni la perdita di potere d’acquisto degli italiani ha segnato un record mondiale negativo (–8,6% a cui si aggiunge un –0,9% dell’ultimo trimestre), la produzione industriale declina, la pressione fiscale è al massimo storico, la sanità è in coma e Meloni butta soldi per l’Ucraina. Non è follia tutto questo?