Al Tribunale di Milano mancavano dipendenti, e il ministero della Giustizia ha risolto il problema, cancellando i posti vacanti… L’incredibile paradosso l’ha denunciato il presidente del Tribunale, Fabio Roia, che martedì ha convocato una conferenza stampa al Palazzo di Giustizia insieme alla presidente dell’ufficio gip, Ezia Maccora, e alla dirigente amministrativa Federica Fiordalisi. Hanno anche reso nota una lettera di quattro pagine inviata al Guardasigilli Carlo Nordio, con la quale chiedono la “revisione” dell’ennesimo “taglio in pianta organica” deciso dal ministero.
Roia e l’alchimia di Nordio
I numeri del resto sono impietosi: prima del decreto ministeriale di giugno, la pianta organica del Tribunale prevedeva 1.127 dipendenti amministrativi. A settembre i posti scoperti erano già oltre il 40%. Il decreto non ha portato nuovi lavoratori, ma ha fissato la pianta a 891 unità, cioè il 21% in meno. Con questo calcolo la scopertura dei posti è scesa al 30%.
“Questa è stata l’alchimia trovata: per ridurre la carenza di personale è stata ridotta la pianta organica”, dice Roia. Secondo Fiordalisi in servizio ci sono circa 600 persone: rispetto alla vecchia pianta ne mancano 500.
Il ministero, nel frattempo, prometteva altro. Nell’atto di indirizzo per il 2026 il dicastero di Nordio indicava tra le politiche per il personale l’ampliamento delle piante organiche, sia degli amministrativi sia dei magistrati. Ad aprile, rispondendo a un’interrogazione parlamentare, lo stesso ministero ammetteva che le carenze colpiscono soprattutto gli uffici del Nord e delle isole.
Un dipendente amministrativo ogni 3.644 abitanti, a Napoli uno ogni 2.168
A Milano c’è un dipendente amministrativo ogni 3.644 abitanti, a Napoli uno ogni 2.168. Dalle graduatorie ministeriali erano previste 94 assegnazioni, ma si sono presentate 5 persone. Roia lo spiega con il costo della vita: un assistente giudiziario guadagna 1.500-1.600 euro al mese.
Maxi-processo Hydra con un solo cancelliere
Le conseguenze sono già visibili. Tra maggio e giugno l’ufficio gip aveva dovuto limitarsi alle urgenze: detenuti, misure cautelari, convalide. “Il personale è dimezzato”, dice Maccora, e il processo telematico triplica i tempi: “Un assistente impiega un giorno e mezzo per scaricare un’udienza”.
La sezione immigrazione ha 23mila procedimenti pendenti, la metà dell’intero carico del Tribunale. Il processo Hydra, sull’alleanza tra le mafie in Lombardia, “ha un solo cancelliere e preghiamo sempre che non stia male”.
Udienze a rischio
Senza risposte, avverte Roia, si taglieranno le udienze al dibattimento e al gip, comprese quelle del pomeriggio. Anche i processi per violenza di genere si allungheranno. Ogni giorno a Milano ci sono in media 35 arresti tra gip e direttissime.
“Mai visto ringraziare un magistrato per il Pnrr”
Roia esclude una “volontà politica” di colpire Milano. La sua spiegazione è un’altra: “Avranno pensato ‘tagliamo, tanto a Milano lavorano sempre bene’…”. C’è anche la questione del Pnrr, i cui obiettivi lo stesso ministero dichiara pienamente raggiunti nel 2025.
“Non ho visto fare molti ringraziamenti ai magistrati, che sono artefici del raggiungimento degli obiettivi”. Poi un passaggio sulla campagna elettorale: “Al di là della battaglia persa di natura referendaria, questi sono i problemi reali”, ma nei programmi “non sento mai parlare di come si vuole risolvere”.
La lettera è stata inviata per conoscenza anche al sindaco Beppe Sala e al governatore Attilio Fontana. Il Tribunale chiede sconti sui trasporti, l’uso di personale dalle graduatorie di Regione e Comune, concorsi regionali mirati e il riconoscimento di “sede disagiata”. “Ora valuteremo cosa fare”, conclude Roia. “La coperta è corta”.