Ursula tiene il punto sulla flessibilità. Meloni&C. verso una Manovra a ostacoli

Meloni insiste a chiedere flessibilità all'Ue sull'energia ma Bruxelles continua a rispondere picche e a chiedere aiuti mirati

Ursula tiene il punto sulla flessibilità. Meloni&C. verso una Manovra a ostacoli

C’è la “necessità che il prossimo Consiglio europeo dia indicazioni politiche chiare e concrete, in particolare per ridurre il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea”. Lo ha sottolineato, secondo quanto riferisce una nota di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di una nuova riunione in videoconferenza del gruppo informale sulla competitività europea ospitata dalla premier, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever in videoconferenza. Peccato che l’Europa continui a rispondere picche alla richiesta del governo Meloni di maggiore flessibilità per ridurre i costi dell’energia scatenati dalla spinta inflazionistica.

Ursula tiene il punto sulla flessibilità. Meloni&C. verso una Manovra a ostacoli

O meglio la flessibilità è stata già concessa, dice Bruxelles, e può essere concepita solo a fronte di aiuti mirati e non può essere concessa in maniera indiscriminata a tutti come una formula magica valida per l’intera Unione europea. Perché ogni Paese presenta condizioni differenti. E non si possono certo dire mirati gli aiuti di Meloni sul taglio delle accise o sull’abolizione del bollo auto.

Dalla Bce a Bruxelles: gli aiuti siano mirati e non a pioggia

Di fronte all’alta inflazione, “è importante che le persone a basso reddito siano protette in modo particolare attraverso misure mirate”, ha detto in un’intervista all’Ansa Philip Lane, capo economista e membro del direttorio della Bce, rispondendo a una domanda sulla richiesta italiana. Il sostegno ai redditi dalla legge di bilancio “dovrebbe essere il più mirato possibile, perché un sostegno di bilancio a pioggia accresce essenzialmente la domanda nell’economia, e ciò non aiuterà l’inflazione a tornare al 2% in tempi rapidi”.

Il mantra di sostegni mirati e non a pioggia viene rilanciato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Lyen, a cui Meloni ha scritto la letterina per avere maggiore flessibilità. Sull’emergenza energetica “nel breve termine dobbiamo sostenere gli Stati membri affinché possano far fronte alle pressioni immediate”, ha detto la capa dell’esecutivo comunitario. “Il nostro ruolo è fornire agli Stati membri gli strumenti e la flessibilità necessari per reagire. Ecco perché ad aprile, proprio all’inizio della chiusura dello Stretto di Hormuz, abbiamo introdotto un quadro temporaneo di aiuti di Stato. Il sostegno deve essere mirato: nessun aiuto generalizzato, perché comporterebbe costi enormi, ma un sostegno mirato ed efficace per chi ne ha davvero bisogno”, ha detto.

Nel breve e nel medio-lungo termine

“Nel breve termine dobbiamo sostenere gli Stati membri per far fronte alle pressioni immediate. Ma nel medio e lungo termine, dobbiamo continuare ad affrontare le questioni strutturali che ci rendono vulnerabili alla volatilità dei mercati esteri dei combustibili fossili. Vorrei iniziare dalla risposta a breve termine. Sappiamo che le sfide energetiche non sono le stesse in tutta Europa. Ogni Stato membro ha il proprio mix energetico. Vi fornirò alcune cifre: in uno Stato membro, il megawattora di elettricità costa circa 145 euro. Qui il prezzo è determinato principalmente dal gas. In un altro Stato membro, il megawattora di elettricità costa solo 70 euro. Qui, sono il nucleare e le energie rinnovabili a determinare il prezzo. Non esiste quindi una soluzione miracolosa valida per l’intera Unione europea. Stati membri diversi hanno mix energetici diversi. E devono affrontare pressioni diverse”, ha sottolineato von der Leyen.

Il sostegno deve essere mirato: niente sussidi generici, perché ciò aumenterebbe la domanda, favorirebbe i redditi più elevati e comporterebbe costi enormi. Ma un sostegno su misura. “Ne vediamo buoni esempi. In Francia e in Romania, i programmi di buoni energetici forniscono sostegno alle famiglie a basso reddito. Questo è l’approccio giusto”, ha aggiunto.

La task force Ue

Secondo i calcoli della Commissione, all’Ue la guerra all’Iran è costata 100 miliardi di euro in più dall’inizio del conflitto: “Stiamo tutti subendo l’impatto degli aumenti dei costi” dell’energia. E la situazione potrebbe aggravarsi con l’avvicinarsi dell’inverno. Dobbiamo quindi agire subito. Per proteggere chi ne ha più bisogno”. Per abbattere i costi di acquisto, ha annunciato il lancio di “una nuova task force per aggregare la domanda” in Europa.