Il governo si incarta sulle accise mobili e sbanda sul caro carburanti. Ma andiamo con ordine. Scadeva a mezzanotte di lunedì lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, l’ultimo varato dal governo. Ma nessuna paura: da martedì 6 ottobre, aveva assicurato la premier Giorgia Meloni, non si sarebbe tornati a zero ma sarebbe scattato il meccanismo delle accise mobili. Che sono sempre sconti fiscali sui carburanti, ma questa volta finanziati senza toccare i bilanci pubblici. Le accise mobili sono un meccanismo cioè che si autoalimenta. In pratica, il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato con l’extragettito dell’Iva sul greggio del mese precedente, dovuto all’aumento delle quotazioni internazionali. Peccato però che lunedì il decreto interministeriale di Economia e Sicurezza energetica sulle accise mobili non sia mai arrivato.
Figuraccia del governo sulle accise. Il taglio non c’è più (o forse sì)
Perché? Il governo voleva tenere quelle risorse extra come un tesoretto nelle casse dello Stato, contando sul mantenimento degli sconti da parte delle grandi compagnie petrolifere. Per riepilogare Eni il 25 settembre ha annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, dal 28 settembre per 30 giorni. Il 27 lo sconto sui carburanti per 30 giorni è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 ha seguito a ruota la kuwaitiana Q8, infine è arrivata la libica Tamoil. Il price cap ha fatto scendere i prezzi medi alla pompa fino a due giorni fa. Con l’evaporarsi del taglio delle accise, le compagnie dal buon cuore, che Meloni si era premurata così caldamente di ringraziare per lo sconticino concesso, ieri hanno rialzato i prezzi.
I motivi del rialzo dei prezzi
A spiegare il motivo è stato il Cane a sei zampe. Il tetto ai prezzi dei carburanti praticato da Eni resta ma senza lo sconto fiscale di 6 centesimi da parte del governo si verifica comunque un aumento dei prezzi alla pompa per il gasolio. I prezzi infatti erano correlati all’agevolazione fiscale in vigore, ha fatto sapere l’azienda. Pertanto, essendo venuta meno tale agevolazione, il costo del gasolio della società energetica è salito da 2,19 centesimi a 2,25 e quello della benzina è rimasto a 1,99 centesimi.
Eni ha precisato quindi che il price cap resta ma, come già annunciato, non assorbe il ripristino delle tasse. Ergo i prezzi aumentano. Tanto che il governo, accortosi di aver sbagliato i calcoli, sta pensando di tornare sui suoi passi e di ripristinare i taglietti sulle accise. A dirlo è Maurizio Leo. “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando”, ha replicato il viceministro all’Economia sulla mancata attivazione del meccanismo delle accise mobili.
L’ira dei consumatori e delle opposizioni
Parole che testimoniano il clima di grande confusione che regna ai piani alti del governo e nelle stanze di via XX Settembre. E che scatenano l’ira di consumatori e opposizioni. “Il tradimento del Governo, che a differenza di quanto promesso dalla premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto”, ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Avete sentito? Ci hanno fatto una testa così a reti unificate, che dovevamo ringraziare le compagnie petrolifere, e pure il governo, per questo tetto ai prezzi del carburante, rimasto comunque alle stelle. E adesso? Il tetto temporaneo al gasolio è durato come un gatto in tangenziale e il governo Meloni, che pure aveva promesso di tagliare le accise, non è intervenuto a mezzanotte neppure per quello sconticino di sei centesimi sul diesel, che adesso sta aumentando sempre più”, ha detto il presidente M5S, Giuseppe Conte. “Ma quando si tratta poi di trovare i soldi per armi e difesa – ha proseguito l’ex premier – loro addirittura riescono a rastrellare 14 miliardi di nuove spese aggiuntive; mentre invece per i cittadini… completamente dimenticati”.