La Sveglia

Colpiti 65mila obiettivi su 100mila: Israele festeggia i successi a Gaza

Sessantacinquemila. Sono in cifra tonda gli obiettivi colpiti nella Striscia di Gaza su circa 100.000 in tre anni: ieri, per l’anniversario del 7 ottobre, l’esercito israeliano ha messo in fila i propri successi in un rendiconto pubblico e ci ha infilato anche una quarantina di nuovi avamposti nella Striscia, secondo il Times of Israel.

Nelle stesse ore l’ospedale Al-Shifa di Gaza City ha contato due morti di un attacco israeliano, e uno dei due era un volontario della Protezione civile, il servizio che a Gaza scava fra le macerie per recuperare i corpi. La settimana scorsa, racconta l’Associated Press, una squadra di ricerca è arrivata a casa di Haneen al-Khodari a Gaza City, dove dal dicembre 2023 diciassette suoi familiari restavano sotto le rovine, e dopo otto ore di scavo ha trovato i resti di un bambino piccolo e due ossa. Poi la ricerca è stata chiusa. Il ministero della Sanità di Gaza conta oltre 74.000 palestinesi uccisi e più di 1.400 da quando, un anno fa, è entrato in vigore il cessate il fuoco.

Ad aprile Amnesty International scriveva che Israele, a sei mesi dal “cosiddetto” cessate il fuoco, continuava a infliggere deliberatamente ai palestinesi di Gaza condizioni di vita calcolate per distruggerli fisicamente, la condotta che l’organizzazione chiama genocidio, e ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto che le operazioni israeliane a Gaza hanno provocato “una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità”. Gli obiettivi l’esercito li conta a decine di migliaia, e a casa al-Khodari il conto sta su un telo di plastica, con l’etichetta “ossa miste”.