Venti culturali, cinque naturali e uno misto: sono i nuovi siti iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Molti sono conosciuti ai più, altre sono destinazioni meno note anche per i turisti più esperti. E non manca un pizzico d’Italia, con il riconoscimento di dieci piccoli teatri storici, tra Emilia-Romagna, Marche e Umbria, che vengono iscritti nella lista come “Sistema dei teatri condominiali all’italiana”.
I nuovi iscritti alla lista dei Patrimoni Unesco: un giro per il mondo
Restando vicini ai nostri confini, c’è il Monte Olimpo in Grecia: il luogo dove, secondo la mitologia, viveva Zeus. In Francia ci sono le spiagge dello sbarco in Normandia, cariche di un significato anche storico. C’è spazio per la Finlandia e le tredici opere di Alvar Aalto, così come in Polonia per il centro modernista di Gdynia, affacciata sul Mar Baltico come la più nota Danzica. Si scende poi a sud, senza allontanarsi molto dall’Italia: si arriva in Tunisia, nella cittadina costiera di Sidi Bou Said, dalle case bianche e le porte e finestre blu.
In Africa c’è anche l’area protetta di Boma-Badingilo in Sud Sudan, inserita insieme a un parco nazionale in Congo e alle piantagioni di cacao e caffè di Sao Tomé e Principe. In Medio Oriente c’è la riserva marina di Aqaba in Giordania, insieme ai cinque castelli medievali del Libano. Nelle vicinanze c’è anche Sebastia, in Palestina, e il Wadi Wurayah negli Emirati. Figura poi l’Iran, con il castello di Alamut, così come l’Uzbekistan con le architetture moderniste di Tashkent, e il Kazakistan con la penisola di Mangystau. Ancora, c’è la Thailandia, c’è l’India, c’è la Mongolia e c’è anche la Cina, così come il Giappone e la Corea. E non mancano new entry anche negli Stati Uniti, tra Georgia e Florida.