Medio Oriente, spariscono i voli: ITA ferma Riad e Dubai, cosa deve sapere chi ha già prenotato

ITA Airways ha esteso fino al 18 novembre la sospensione dei voli da e per Riad e fino al 30 novembre quella dei collegamenti con Dubai. Nel frattempo numerose compagnie internazionali stanno cancellando o riducendo i servizi verso l’Arabia Saudita dopo gli attacchi all’aeroporto della capitale. Cosa succede ai biglietti già acquistati, perché le compagnie stanno cambiando rotta e quanto può durare questa nuova crisi del trasporto aereo

Medio Oriente, spariscono i voli: ITA ferma Riad e Dubai, cosa deve sapere chi ha già prenotato

Un viaggio può essere programmato per mesi. Hotel prenotato, ferie approvate, valigia quasi pronta. Poi arriva una mail: il volo è sospeso.

È ciò che può accadere in queste settimane a chi deve raggiungere una parte del Medio Oriente.

ITA Airways ha esteso la sospensione dei collegamenti da e per Riad fino al 18 novembre compreso. La compagnia attribuisce la decisione ai recenti sviluppi geopolitici.

I voli da e per Dubai sono invece sospesi fino al 30 novembre, in questo caso ufficialmente per motivi operativi.

Due destinazioni, due motivazioni formalmente diverse, all’interno però di una regione nella quale le compagnie aeree stanno continuamente ridisegnando rotte e programmi.

Se ho già il biglietto ITA cosa posso fare?

ITA ha indicato due possibilità per i passeggeri interessati: riprenotazione su un volo alternativo oppure rimborso del biglietto.

Chi ha acquistato attraverso un’agenzia di viaggi viene invitato a rivolgersi all’intermediario. Gli altri clienti possono utilizzare i canali della compagnia.

Le sospensioni ITA

Destinazione Situazione attuale
Riad Voli sospesi fino al 18 novembre compreso
Dubai Voli sospesi fino al 30 novembre compreso
Passeggeri coinvolti Possibilità di riprenotazione o rimborso
Riad: motivazione indicata Sviluppi geopolitici
Dubai: motivazione indicata Ragioni operative

La raccomandazione più semplice per chi ha una prenotazione nelle prossime settimane è, quindi, non aspettare il giorno della partenza.

Controllare lo stato del volo e le comunicazioni ricevute dalla compagnia può evitare di arrivare in aeroporto con un viaggio già modificato.

Riad è diventata il centro della crisi

Il problema più grave riguarda l’Arabia Saudita.

L’aeroporto internazionale di Riad è stato colpito ripetutamente in ottobre dagli Houthi dello Yemen, provocando morti e centinaia di feriti e costringendo alla sospensione temporanea delle operazioni. La Notizia ha seguito direttamente l’escalation e gli attacchi allo scalo saudita.

L’aeroporto ha successivamente riaperto, ma le compagnie devono ottenere autorizzazioni per le operazioni e molti vettori continuano a mantenere sospensioni precauzionali.

Non è quindi soltanto ITA.

Air France-KLM ha sospeso i servizi per Riad fino al 7 novembre. Lufthansa Group fino al 18 novembre; Philippine Airlines fino al 29 novembre. Qatar Airways ha temporaneamente fermato i collegamenti con Riad e Dammam, mentre altre compagnie asiatiche e mediorientali hanno adottato misure analoghe.

La mappa cambia quasi giorno per giorno.

Perché volare sopra una guerra non è come cambiare una strada

Quando un’autostrada viene chiusa, un automobilista può prendere un’uscita e cercare un percorso alternativo. Per un aereo è molto più complicato.

Deviare intorno a uno spazio aereo significa consumare più carburante, utilizzare più ore di volo, modificare i turni degli equipaggi e coordinarsi con altri controllori.

E, soprattutto, bisogna assicurarsi che la nuova rotta sia sicura.

EASA, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, mantiene attualmente un bollettino di rischio specifico sull’Arabia Saudita valido fino al 16 novembre, salvo nuove revisioni.

L’Agenzia evidenzia la volatilità della situazione, l’aumento degli attacchi con missili e droni degli Houthi e i rischi legati ai sistemi di difesa aerea, all’intercettazione e alla caduta di detriti.

Sono rischi che per un passeggero possono sembrare astratti. Per una compagnia sono parte di ogni decisione su una rotta.

E Dubai? Qui la storia è diversa

La sospensione ITA per Dubai viene indicata dalla compagnia come dovuta a motivi operativi, e sarebbe quindi scorretto attribuirla automaticamente agli attacchi su Riad, ma anche il Golfo Persico attraversa una fase delicata.

EASA mantiene un avviso attivo riguardante gli spazi aerei del Golfo Persico e del Golfo di Oman, compresi quelli degli Emirati Arabi Uniti, per i rischi collegati al conflitto tra Stati Uniti e Iran, all’attività militare e all’utilizzo di missili e droni.

Questo non significa che Dubai sia chiusa o che non si possa raggiungere.

Significa che le compagnie stanno operando in un contesto nel quale la pianificazione cambia rapidamente.

Cosa succede se il mio viaggio ha una coincidenza?

Qui bisogna leggere con attenzione il biglietto. Una prenotazione unica con più segmenti viene normalmente gestita dalla compagnia come un unico itinerario e, quando un segmento viene cancellato, il vettore può proporre una riprotezione complessiva.

La situazione può diventare più complessa quando i voli sono stati acquistati separatamente da compagnie differenti.

È uno dei motivi per cui, in periodi di forte instabilità, controllare le condizioni dei biglietti e delle eventuali polizze assicurative prima di partire può diventare importante quanto verificare il passaporto.

La geopolitica entra nel prezzo e negli orari dei voli

C’è infine una conseguenza meno immediata.

Quando grandi porzioni di spazio aereo diventano rischiose o impraticabili, gli aerei devono percorrere rotte più lunghe.

Più chilometri significano più carburante e maggiore utilizzo degli aeromobili.

Non è automatico che tutto ciò si trasformi immediatamente in un aumento del prezzo del nostro prossimo biglietto, ma la geopolitica è ormai una componente strutturale dell’economia del trasporto aereo.

Lo abbiamo visto con la guerra in Ucraina, con le crisi nel Mar Rosso e ora con l’escalation che coinvolge l’Arabia Saudita e il Golfo.

Un volo Roma-Riad può sembrare lontanissimo da una guerra nello Yemen. Basta guardare una carta geografica per capire che non lo è affatto.

Prima di partire

Chi deve viaggiare verso l’Arabia Saudita dovrebbe, inoltre, controllare gli aggiornamenti della Farnesina e registrare il proprio viaggio su DoveSiamoNelMondo. Le indicazioni italiane raccomandano di mantenersi informati sugli sviluppi regionali e di seguire le indicazioni delle autorità locali.

Per gli Emirati Arabi Uniti il livello generale di sicurezza resta elevato, ma la Farnesina ricorda che l’aumento delle tensioni nella Penisola Arabica non permette di escludere azioni ostili contro infrastrutture e obiettivi sensibili.

La regola, quindi, non è rinunciare automaticamente al viaggio.

È accettare che oggi una prenotazione verso alcune aree del Medio Oriente abbia bisogno di essere controllata fino all’ultimo momento, perché la rotta che vediamo disegnata sul nostro biglietto è una linea apparentemente semplice.

Dietro quella linea, però, ci sono confini, radar, sistemi antimissile e decisioni che possono cambiare nel giro di poche ore.