Ucraina-Russia, inziata la tregua umanitaria a Oleshky: Putin e Zelensky sentono i leader di Finlandia e Norvegia, ma lo zar apre alla pace soltanto se sarà alle sue condizioni

Tregua umanitaria a Oleshky tra Ucraina e Russia. Intanto Putin parla con i leader di Finlandia e Norvegia e ribadisce le condizioni di Mosca per la pace

Ucraina-Russia, inziata la tregua umanitaria a Oleshky: Putin e Zelensky sentono i leader di Finlandia e Norvegia, ma lo zar apre alla pace soltanto se sarà alle sue condizioni

Dopo l’annuncio dei giorni scorsi, Ucraina e Russia hanno confermato l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Oleshky, nel sud dell’Ucraina, per consentire l’arrivo di una missione umanitaria. Come spiegato dal difensore civico ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, la tregua è stata confermata anche dal capo della squadra negoziale russa, Yana Lantratova. Il cessate il fuoco, limitato all’area interessata dalla missione umanitaria, è scattato alle 3 del mattino, ora di Kiev (le 4 del mattino, ora di Mosca).

Gli abitanti di Oleshky saranno evacuati dopo l’arrivo degli aiuti

Secondo l’Associated Press, i combattimenti dovrebbero rimanere sospesi almeno fino a sabato. “In qualità di capo della squadra negoziale ucraina, confermo che la parte ucraina sta rispettando i propri impegni”, ha dichiarato Lubinets, aggiungendo che l’accordo è stato raggiunto nel corso dei negoziati con Yana Lantratova, responsabile della squadra negoziale russa.

Come concordato dalle parti, grazie alla mediazione della first lady statunitense Melania Trump, la tregua dovrà consentire l’ingresso degli aiuti umanitari e preparare l’evacuazione dei civili che desiderano lasciare Oleshky. Le autorità non hanno ancora chiarito pubblicamente tutti i dettagli del percorso e delle modalità di trasporto: per questo, è opportuno non indicare la Crimea come destinazione o corridoio certo senza un’ulteriore conferma.

La telefonata di Putin con i leader di Finlandia e Norvegia

È bene ribadirlo: non si tratta di un cessate il fuoco generalizzato. La sospensione delle ostilità riguarda Oleshky e le aree interessate dall’operazione umanitaria, con una pausa prevista almeno fino a sabato. Ma, comunque la si voglia interpretare, è una novità che, se l’operazione avrà successo, potrebbe contribuire a creare le condizioni per un accordo più ampio e, chissà, persino per una pace.

Certo, la strada è ancora lunga, ma oggi una simile prospettiva è al centro di nuovi tentativi diplomatici. Sul punto, il presidente russo Vladimir Putin, parlando con il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, ha ribadito la posizione di Mosca: la pace in Ucraina sarebbe raggiungibile tenendo pienamente conto degli interessi della Russia. Secondo il resoconto del Cremlino, “il raggiungimento di una pace giusta e duratura è possibile solo con la piena e incondizionata considerazione dei legittimi interessi della Federazione Russa“.

Anche Zelensky ha avuto contatti con i leader nordici

Che la diplomazia stia cercando di ritagliarsi un ruolo lo suggerisce anche il fatto che, dopo il colloquio con Putin, i leader finlandese e norvegese hanno avuto contatti con la parte ucraina. Stubb e Støre avevano incontrato la scorsa settimana a Oslo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nell’ambito degli sforzi diplomatici per riavviare i negoziati.

La stoccata della Russia contro l’Unione Europea

La situazione, tuttavia, resta complicata, soprattutto per le posizioni contrapposte tra Mosca e l’Unione europea. Negli sporadici contatti tra Russia e Ue, secondo quanto dichiarato in un’intervista a RIA Novosti da Aleksander Grushko, viceministro degli Esteri russo, gli europei si sarebbero finora limitati a chiedere la capitolazione di Mosca.

“Ci sono alcuni contatti, ma non sono sistematici. Abbiamo avuto contatti a margine dell’Assemblea generale e abbiamo contatti presso il ministero degli Esteri. Ma vengono e dicono quello che dichiarano pubblicamente: la Russia deve o non deve fare”, avrebbe dichiarato Grushko, aggiungendo: “Chiedono la nostra capitolazione e, guardandoci negli occhi, affermano che questa è la base per una soluzione a lungo termine”.

Leggi anche: Ucraina, l’Europa continua a promettere armi e miliardi. In arrivo il SAFE 2.0. Ma Bruxelles resterà fuori dal tavolo di Abu Dhabi