Israele, ribaltone alle elezioni: Netanyahu rimonta e ora è in testa su Eisenkot, ma il governo è in bilico

Elezioni in Israele, Netanyahu rimonta negli scrutini e il Likud torna in testa. Ma la coalizione di destra resta lontana dalla maggioranza: ecco i risultati e gli scenari

Israele, ribaltone alle elezioni: Netanyahu rimonta e ora è in testa su Eisenkot, ma il governo è in bilico

Sono ore di attesa in Israele, dove già questa sera si saprà quale lista avrà vinto le elezioni. Una tornata elettorale che si sta dimostrando ricca di colpi di scena, iniziati con i primi exit poll, che davano la coalizione d’opposizione guidata da Gadi Eisenkot in forte vantaggio, al punto che lo stesso Eisenkot aveva dichiarato vittoria, e proseguita con il ribaltone che sta emergendo dallo scrutinio, tuttora in corso, con il primo ministro Benjamin Netanyahu in testa.

Al momento è stato scrutinato il 57,3% delle schede e in testa, contro le aspettative di molti sondaggi, c’è il Likud di Netanyahu che, se questi dati dovessero essere confermati, sarebbe il primo partito di Israele e otterrebbe 27 seggi. Subito dopo c’è il partito d’opposizione Yashar, con 21 seggi. Guardando alle coalizioni, il blocco di Netanyahu vede i partiti ultraortodossi, UTJ e Shas, rispettivamente con 9 e 7 seggi, mentre i partiti dell’estrema destra Otzma Yehudit e Sionismo Religioso hanno sei seggi ciascuno. Insomma, la coalizione di destra del primo ministro si fermerebbe a circa 55 seggi.

Il blocco dell’opposizione vede Together, il partito di Naftali Bennett, a 11 seggi, i Democratici a 9 e Yisrael Beytenu a 9 seggi. A questi si aggiungono i 21 seggi di Yashar, portando il blocco a circa 50 seggi.

Fuori da entrambi gli schieramenti c’è la Lista comune, formazione araba, con 12 seggi, e il partito islamista Ra’am, con quattro seggi.

Elezioni Israele 2026, Netanyahu: “Dobbiamo formare un governo nazionale forte di destra”

Davanti a questi risultati, Netanyahu appare prudente: “Siamo in attesa dei risultati definitivi, ma il Likud è il primo partito in Israele. Dobbiamo formare un governo nazionale forte di destra”.

Ben più euforico il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui “quando ho espresso il mio sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata. Ora quella che sembrava una sconfitta per un grande primo ministro appare come un’insperata rimonta, che ha portato a una fase di stallo, se non addirittura a una vittoria per Netanyahu”. “Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump, che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America”, avrebbe concluso il leader americano.

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