A sinistra dividersi è quasi d’obbligo e non può andare diversamente a Milano, dove nei prossimi mesi si giocherà una delle partite più importanti delle elezioni comunali. A creare una frattura tra l’attuale sindaco, Beppe Sala, e quello che è il favorito a succedergli a Palazzo Marino, Mario Calabresi, è lo stadio San Siro e il suo abbattimento. La posizione di Calabresi è differente da quella dell’attuale sindaco: a suo avviso bisogna “valutare l’opportunità” di salvare lo storico Meazza.
Ma per Sala è “bizzarro” che il suo possibile successore metta in dubbio quanto ha deciso la “sua parte politica”. Il problema, per il primo cittadino, è politico, perché Calabresi vorrebbe mantenere in piedi anche San Siro insieme al nuovo stadio, ma per Sala la parte politica che dovrà sostenerlo ha già deciso diversamente.
San Siro fa litigare Sala e Calabresi e la destra se la ride
Nella polemica a sinistra si inserisce anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che è un sostenitore dell’ipotesi dei due stadi in contemporanea, senza abbattimento. “Calabresi – afferma l’esponente di Fratelli d’Italia – è sulle mie idee ma ci poteva pensare prima. Meglio tardi che mai, con la vicinanza della campagna elettorale”.
L’abbattimento del Meazza è stato deciso dal Comune quando ha venduto le aree e lo stadio a Milan e Inter, ignorando le battaglie di parte della città, con comitati e partiti che hanno anche presentato diversi ricorsi. Per Sala la partita è chiusa e si schiera con la sua vicesindaca, Anna Scavuzzo, anche lei candidata alle primarie. E anche lei pronta a pungere Calabresi, sottolineando come sullo stadio abbia la stessa posizione di La Russa.