Scuola, l’Ue boccia il governo sul tetto agli stranieri in classe

La Commissione europea ricorda all'Italia, in merito al tetto agli stranieri in classe, che i trattati Ue vietano le discriminazioni.

Scuola, l’Ue boccia il governo sul tetto agli stranieri in classe

Bruxelles boccia, ancora una volta, il governo. Il tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi delle scuole italiane non può essere applicato perché i trattati Ue vietano ogni forma di discriminazione. La Commissione europea ha fatto sapere che sta seguendo “attentamente” gli sviluppi del decreto sulla scuola che introduce il tetto al numero di stranieri per ogni classe, come confermato dalla vicepresidente, Roxana Minzatu, in risposta a un’interrogazione del Pd all’Europarlamento.

Tetto agli stranieri in classe, l’Ue boccia il governo

Minzatu ha ricordato che i trattati Ue vietano ogni forma di “discriminazione in base alla nazionalità”, sia diretta che indiretta. Casi di discriminazione, viene sottolineato, possono essere ammessi dal diritto europeo solamente in “presenza di una deroga prevista dal trattato”, per specifici motivi “di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica”. Che devono, peraltro, essere interpretate in maniera “restrittiva”. Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, sostiene che il decreto del governo “non è solo fuori da ogni buon senso e dalla realtà delle nostre scuole”, ma come ha confermato la Commissione è “anche fuori dai trattati europei”.

“Bruxelles – sottolinea Zingaretti – ricorda al governo che in Europa è vietata ogni discriminazione in base alla nazionalità, diretta o indiretta, e che le deroghe valgono solo per ordine pubblico, sicurezza o sanità pubblica. Mettere un bambino in una classe invece che in un’altra non c’entra niente con tutto questo”. L’eurodeputato Pd chiede quindi al governo e a Giorgia Meloni di “ritirare il decreto prima che sia l’Europa a imporglielo”.