Le Lettere

I conti non tornano

Zelensky ha chiesto altri 70 miliardi per il 2027 e l’Ue ha subito approvato il pagamento. Ma non bastavano i 90 miliardi appena dati all’Ucraina?
Luigi Balzi
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Gentile lettore, nulla basta per l’appetito di Zelensky, a cui nessuno rivede i conti, perché nessuno vuole scoprire come l’élite ucraina si arricchisce, si dota di gabinetti d’oro e manda enormi capitali nei paradisi fiscali. Per essere esatti, l’Ue ha garantito i 2/3 dei 70 miliardi per ora, ma l’altro terzo verrà a breve: è solo rimandato. La quota italiana è di circa il 17,5%, per cui doniamo 16 miliardi quest’anno (sui 90) e altri 13 l’anno prossimo, senza contare le armi e le dazioni unilaterali che negli anni scorsi sono state circa 3-4 miliardi l’anno. Crepi l’avarizia. Però per i camionisti alla canna del gas ci sono solo 145 milioni, nelle scuole si tagliano 7 mila posti di lavoro e Meloni, per finanziare guerra e armi, ha terremotato la sanità sottraendole sottobanco ben 18,8 miliardi in 4 anni. Per le pensioni mai una lira bucata, gli adeguamenti Istat vengono tagliati, mentre il potere d’acquisto dei cittadini in 4 anni è sceso dell’8,8%, record mondiale negativo. E l’inflazione annua è al 5,4%. Poi ci chiediamo perché il Sud è in rivolta e il Nord è in piazza. “La verità è che abbiamo votato per Meloni e lei ci ha traditi” urlava un camionista calabrese alla Rai. Ora dicono che è tutta colpa dei comunisti sobillati da Conte, da Putin e da Youssef Siher. Crosetto alla Bbc ha detto la verità: sappiamo che la maggioranza degli italiani è contraria agli aiuti a Kiev, ma ce ne freghiamo. “Me ne frego” non era lo slogan di Mussolini?

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