Potrebbe causare una vera e propria rivoluzione prima del voto. Mentre i partiti si preparano alle elezioni politiche cercando di allargare il più possibile le loro coalizioni per portare a casa il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale, la possibilità che la Corte costituzionale si esprima prima del voto e rivoluzioni le regole del gioco è concreta.
Che la Consulta possa esprimersi prima del ritorno alle urne lo conferma il suo presidente, Giovanni Amoroso, intervistato da SkyTg24. Questo non vuol dire, ovviamente, che abbia anticipato qualcosa sulle intenzioni della Corte e sulla possibilità che una parte della riforma elettorale venga bocciata.
Di certo, diversi costituzionalisti hanno sottolineato che a rischio è proprio il premio di maggioranza, ritenuto in alcuni casi troppo ampio. Se i giudici costituzionali dovessero davvero bocciarlo, si andrebbe a votare con una legge che potrebbe anche basarsi sul proporzionale puro, rivedendo solo alcune parti dello Stabilicum da poco approvato dal Parlamento.
Legge elettorale, la Corte costituzionale potrebbe esprimersi prima del voto ma…
Amoroso, durante l’intervista, spiega che “i ricorsi sono già stati presentati in vari tribunali d’Italia, però occorre la costituzione del contraddittorio nel giudizio davanti al tribunale, poi occorre che il giudice effettivamente ritenga che ci sia un dubbio non manifestamente infondato di legittimità costituzionale della legge e che sollevi la questione”.
Non solo, perché l’iter è lungo e complesso: “L’ordinanza poi deve essere notificata secondo le prescrizioni di rito – continua Amoroso – arrivare alla Corte costituzionale e poi la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, quindi ci vuole un po’ di tempo”.
Eppure non è da escludere che la decisione della Consulta arrivi in tempo. Il presidente della Corte costituzionale evidenzia che per capire quanto tempo ci vorrà per esprimersi “dipenderà dall’arrivo, per ora non è arrivato nulla, di queste ordinanze che rimettano alla Corte la questione di costituzionalità”.
Insomma, gli scenari sono due. Da una parte è “un po’ difficile” dire quando arriverà e se si farà in tempo per il voto, “soprattutto se si dovesse ipotizzare un’anticipazione della consultazione elettorale”. Ma Amoroso è invece sicuro che si potrà arrivare a un giudizio nel caso in cui si consideri “la scadenza ordinaria delle Camere”: con questa ipotesi “penso che senz’altro la Corte faccia in tempo a pronunciarsi prima delle elezioni”. Insomma, anticipare le elezioni potrebbe essere anche una mossa del governo per evitare il giudizio della Consulta, ma potrebbe non bastare.