di Angelo Perfetti
Se molte aziende in Italia sono in sofferenza o addirittura chiudono la colpa รจ anche dei clamorosi ritardi con i quali la pubblica amministrazione paga i propri debiti. La gestione di appalti e forniture, quando non truffaldina, รจ sempre al ribasso โ e questo potrebbe anche essere accettato in nome del risparmio sui conti pubblici โ ma giocoforza costringe le aziende a stare al limite con i costi di materiale e personale. Un delicatissimo equilibrio tra entrate e spese che il ritardo dei pagamenti mette in crisi, a volte in maniera devastante. E lโarroganza della pubblica amministrazione (nelle sue varie declinazioni: Stato, Regioni, Asl, ecc.) รจ tale che non solo non paga, ma il piรน delle volte rende difficile persino ottenere risposte sui ritardi. A febbraio 2014 Renzi al Senato promette โlo sblocco totale, non parziale, dei debiti della Pubblica amministrazione, fornendo una tempistica: 15 giorni per sbloccare i 60 miliardi bloccati per i debiti della P.A.. A metร marzo, in mancanza di fatti concreti, nuove promesse: โSblocco immediato e totale del pagamento: 68 miliardi entro luglioโ. Poi ancora unโaltra data: il 21 settembre, a San Matteo, se non abbiamo sbloccato tutti i debiti della P.A., ha affermato in tv, si va in pellegrinaggio a piedi da Firenze a Monte Senarioโ. Ora cโรจ il Def, ma parla unโaltra lingua: Afferma sรฌ che โulteriori 13 miliardi per accelerare il pagamento dei debiti arretrati (giร avviato nel 2013-2014 con il pagamento di piรน di 47 miliardi ai fornitori della P.A.)โ. Ma lโaccelerazione – se cosรฌ si puรฒ chiamare – รจ prevista per ottobre 2014.
La replica del Mef
Il Ministero dellโEconomia e delle Finanze ricorda dal canto suo โche la stima in 91 miliardi dello stock del debito effettuata dalla Banca dโItalia nel 2013, attraverso una indagine campionaria dal lato dei creditori, riguardava lโintero importo dei debiti potenziali, inclusi i debiti non ancora scaduti e quelli non esigibili in quanto oggetto di contenzioso o di verifiche tra le parti. Piรน recentemente, nel suo bollettino 2/2014 dello scorso aprile, la Banca dโItalia ha affermato che โsi puรฒ valutare, con un certo grado di approssimazione, che poco piรน della metร dei debiti rilevati alla fine del 2012 fosse โesigibileโ, ossia presentasse un ritardo nei pagamenti superiore agli accordi contrattualiโ. Tale stima รจ certamente plausibileโ. Il Tesoro ricorda ancora che โtra luglio 2013 e marzo 2014 risultano effettivamente giร pagati ai creditori debiti arretrati per 23,5 miliardi di euro; sommando a questo importo le richieste effettuate dalle amministrazioni debitrici per accedere alle ulteriori risorse finanziarie messe a disposizione dal Governo si ottiene una stima analoga a quella indicata nel bollettino di aprile della Banca dโItaliaโ. Ancora, i decreti โ35 e 102 del 2013 nonchรฉ il decreto legge 66 del 2014 hanno stanziato complessivamente 60 miliardi di euroโ. Quanto allโesecutivo Renzi, il governo in carica โรจ quindi intervenuto dโurgenza per completare il finanziamento delle pubbliche amministrazioni finalizzato al pagamento dello stock di debiti pregressi, e ha definito un quadro di norme che hanno il duplice scopo di impedire la formazione di un nuovo stock di debito e garantire ai creditori pagamenti entro i termini di leggeโ, conclude il Mef.
Le critiche della Ue
Una spiegazione, quella del Mef , che non รจ stata ritenuta soddisfacente da Bruxelles. E che non fa i conti con il disagio reale delle aziende che attendono i pagamenti dalla P.A. E cosรฌ dopo le elezioni europee del prossimo 25 maggio, Bruxelles aprirร una procedura dโinfrazione nei confronti dello Stato. Lโannuncio รจ arrivato dal vice presidente della Commissione europea e commissario allโIndustria, Antonio Tajani che ha spiegato di aver โdato mandato per preparare la lettera di messa in moraโ riguardo allโattuazione della direttiva europea per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in vigore dal primo gennaio del 2013.