Ecco il piano Marangoni, a rischio in 14mila
di Carmine Gazzanni
Il punto รจ capire se, alla fine dei conti, ci sarร un risparmio senza che perรฒ si comprometta lโintera struttura e la funzionalitร della Polizia di Stato. Una questione capitale, senzโaltro. Eppure a leggere la documentazione che pone a confronto i numeri odierni dellโorganico della Polizia e quelli previsti dalla spending review, si rimane perlomeno basiti. Se non preoccupati. I documenti in questione, redatti sulla base delle linee guida fissate dal commissario Carlo Cottarelli, sono stati predisposti da una squadra di prefetti messa in piedi dal vice capo vicario della Polizia, Alessandro Marangoni. Eppure quello che sembra รจ che, alla fine, si sia data una bella falcidiata e nulla piรน. Il โpiano di razionalizzazione dei presidi sul territorioโ (cosรฌ รจ stato chiamato in burocratese) comporterebbe la chiusura di ben 261 presidi territoriali di Polizia, pari al 16% di quelli esistenti. Si passerebbe dagli attuali 1.667 presidi oggi attivi ai 1.406 previsti. Insomma, quasi un quinto dei comparti presenti oggi su tutto il territorio nazionale chiuderebbe. Dallโoggi al domani.
La mannaia
Ma entriamo nel dettaglio per capire i termini della questione. Secondo il piano di spending review, giร in estate si dovrebbe giungere alla chiusura, tra gli altri, di 11 commissariati distaccati, 27 sezioni di Polizia Stradale, 4 Nuclei Artificieri, 11 Squadre a Cavallo, 4 Sezioni Sommozzatori, 50 Squadre Nautiche oltre agli accorpamenti di altre strutture. A rischiare grosso, perรฒ, sono soprattutto Polizia Ferroviaria e Polizia Postale. Partiamo dal primo reparto: dai 212 presidi oggi esistenti, si dovrebbe passare a 155. Il calcolo รจ immediato: meno 57 presidi. Un taglio netto, lo stesso di cui sarร vittima anche la Polizia Postale che, in pratica, quasi scompare passando dagli attuali 101 presidi a soli 28. Col risultato, ovvio, che la stragrande maggioranza delle province sarร priva anche di una sola postazione. Il che non รจ affatto secondario visti gli ultimi dati sul cybercrimine (reato primo di cui si occupa la Polizia Postale): secondo i dati diffusi pochi giorni fa dal Center for Strategic and International Studies (Csis), nel giro di un solo anno in Italia le perdite dovute ad attacchi hacker sono state di 875 milioni di dollari, ma i costi di โpuliziaโ sono stati di 8 miliardi e mezzo di dollari. Una montagna di soldi persi che sminuisce (e tanto) i previsti risparmi di circa 600 milioni di euro della manovra di spending review.
Quattordici mila poliziotti in meno
La questione, perรฒ, non finisce qui. Anzi, assume un rilievo ancora piรน drammatico se ragioniamo sui numeri dellโorganico piuttosto che sui presidi. Per capire, prendiamo proprio la Polizia Postale. Secondo lo schema vigente, lโorganico oggi dovrebbe contare 3.456 unitร (in realtร , come sappiamo, si registra un calo fisiologico tra organico previsto e forza effettiva). Il piano, invece, farebbe scendere il numero a 1.850. E, ancora, la Polizia Ferroviaria: dai 7.765 dellโorganico di oggi si arriverebbe addirittura a soli 4.500. Dai sindacati di settore dicono che la risposta arrivata dai vertici a tale problematica รจ stata molto semplice: coloro in sovrannumero saranno risistemati, in uffici o sottosezioni, creati ad hoc nelle questure. Difficile a dirsi, perรฒ, dato che i numeri dicono che anche il personale delle questure scenderร vertiginosamente, passando dai 59.494 previsti oggi a 55.035. Insomma, quello che emerge รจ un taglio indiscriminato. Lo si evince chiaramente dal computo complessivo delle unitร in forza alla Polizia: si passerร dalle 116.662 unitร oggi attive ad un nuovo organico di sole 103.266 persone. Il rischio, insomma, รจ che quasi 14 mila poliziotti restino a spasso.
Gli intoccabili
Non a tutti, perรฒ, รจ andata poi cosรฌ male. Non sono stati toccati, se non minimamente, gli istituti di istruzione della Polizia: dei 21 totali rimarrebbero in piedi ben 20 (con la sola eccezione della Scuola Foresta Burgos). Forse qualcosa piรน si sarebbe potuto fare dato che sono attivi corsi praticamente in ogni regione (anche in Molise per dire, nonostante le altre scuole nelle vicine Lazio, Campania e Abruzzo). Il che non รจ cosa da poco dato che ai vertici delle scuole troviamo generali e altri dirigenti di vertice. Su tutti citiamo il capo della direzione Istituti Istruzione, il prefetto Cautilli. Che tra indennitร e retribuzioni varie porta a casa uno stipendio da oltre 160mila euro.
Una volante su tre ferma ai box. Aumenti di stipendio negati
di Maurizio Grosso
Automobili perennemente ai box, che non consentono alla polizia di lavorare in tranquillitร e di presidiare il territorio nella maniera dovuta. Oppure la Corte costituzionale che ci si mette del suo bocciando la protesta della Guardia di Finanza contro lโennesimo blocco degli aumenti stipendiali. Due facce di una stessa medaglia giร raccantate da La Notizia (vedi i numeri del 24 maggio e 7 giugno 2014). Perchรฉ la realtร รจ che, con la complicitร di una politica sempre alla ricerca di soluzioni in extremis e quindi pasticciate, oggi le forze dellโordine versano in una situazione di difficoltร estrema.
Situazione incresciosa
Eโ passata solo qualche settimana da quella che รจ stata considerata unโoperazione di marketing. Una Lamborghini Huracan nuova di zecca. Scintillante, rombante, un toro scatenato. Dovrebbe essere la ciliegina sulla torta di un parco auto che garantisca sul territorio nazionale efficienza, puntualitaฬ, sicurezza per i cittadini e per gli stessi operatori di polizia. Peccato che non sia cosiฬ, eฬ che la โnotizionaโ data dal presidente della Lamborghini Stephan Winkelmann al capo della Polizia Alessandro Pansa sia piuฬ unโoperazione di marketing che un aiuto concreto. I numeri, peroฬ, raccontano altro. Sono circa 24 mila i mezzi totali in carico alla polizia italiana, ma un terzo di questi eฬ in riparazione costante. Milano, Torino e Bari, ad esempio, hanno a disposizione circa 500 vetture ognuna, ma una media di 170 vetture per cittaฬ sono ferme dal meccanico. A Napoli su mille automobili 300 sono in riparazione. Non va meglio nella capitale, dove a fronte delle 1.600 vetture disponibili, circa 500 sono ferme ai box. La colpa di tutto cioฬ eฬ da una parte della cronica mancanza di fondi.
Schiaffo ai finanzieri
Per i giudici sรฌ, per le Forze dellโordine no. Ha due pesi e due misure lโultima sentenza della Corte Costituzionale, la numero 154, che ha rigettato il ricorso del personale della Guardia di Finanza contro il blocco degli stipendi nel pubblico impiego. In tempi di vacche magre, si dirร , non ci sono le coperture necessarie e dunque va stretta la cinghia. Se perรฒ guardiamo con piรน attenzione, ecco che di deroghe negli ultimi anni se ne sono fatte. Eccome! Si รจ iniziato โ guarda caso โ con i magistrati, esonerati quasi subito dal congelamento degli stipendi proprio dalla stessa Corte costituzionale (sentenza 223/2012), a quellโepoca evidentemente meno rigida sullโargomento. In questo modo si sono create situazioni molto diverse da amministrazione ad amministrazione pubblica. Per il personale del comparto sicurezza e difesa, invece, la norma รจ stata applicata alla lettera, come ha duramente denunciato una nota del Cocer (il sindacato) delle Fiamme Gialle. Chi rivestiva un grado nel 2010, รจ stato fatto notare, manteneva il trattamento economico previsto; chi lo ha acquistato successivamente al 2011 ha assunto le funzioni, se del caso รจ stato trasferito in unโaltra cittร , ma non gli รจ stato corrisposto il trattamento economico corrispondente allโincarico. In sostanza si รจ lavorato, e di piรน, gratis. Chi ha responsabilitร minori guadagna tanto quanto chi ha responsabilitร maggiori. ร legittimo tutto questo? La risposta della Consulta, nella stessa ultima sentenza, รจ stata che โLa censura, incentrata sulla presunta distorsione delle dinamiche dei rapporti tra colleghi e sulle possibili ripercussioni negative sullโandamento degli uffici, si sostanzia infatti in considerazioni metagiuridiche (!!) e meramente ipoteticheโ. Ipotetiche? Per il Cocer Gdf una tale considerazione รจ invece โtuttโaltro che ipotetica e metagiuridica, e la sentenza risulta profondamente ingiusta e lontana dalla realtร โ.