Le Lettere

Cessi russi

Cessi russi

La Russia è un paese dove la gente ancora oggi non ha i gabinetti in casa. La rivoluzione comunista è stata la maggiore disgrazia di quel popolo.

Rita Morelli
via email
Gentile lettrice, immagino lei conosca la Russia come io conosco il sanscrito, cioè zero. Altrimenti non scriverebbe castronate. Gira molto la fandonia che i russi non abbiano i gabinetti in casa. E dove dovrebbero averli, di grazia? Non ho mai visto una casa russa senza servizi igienici. Forse si verifica in qualche sperduta fattoria nelle steppe della Siberia, dove da secoli, essendo impossibile portare l’acqua corrente, il gabinetto viene collocato in una costruzione separata, per ovvii motivi igienici. Ma è così in quasi tutta l’Asia, nelle zone rurali prive di acqua corrente. Quanto alla rivoluzione russa, lei sa che prima del 1917 la maggioranza della popolazione era relegata al ruolo di servitù della gleba? Sa che l’aspettativa di vita tra la gleba era di 40 anni e oggi è pari a quella europea? Sa che con gli zar il russo medio non aveva mai visto un medico e dopo la rivoluzione tutti ebbero la sanità gratuita? Sa che lo spaventoso tasso di analfabetismo fu abbattuto in pochi anni dopo la rivoluzione? Vada a chiedere ai russi del tempo se preferivano stare sotto il sistema liberista dello zar e morire a 40 anni o stare sotto il sistema comunista e vivere fin oltre i 60, vedendo inoltre che i loro figli non morivano più di fame e di fatica ma avevano un’esistenza garantita dallo Stato, inclusa l’istruzione gratuita. Ma è inutile spiegare a chi è così imbevuto di propaganda ideologica da non avere autonomia di pensiero. Buona giornata.