Di Gian Antonio Stella per Il Corriere della Sera
Zero carbonella: ecco i soldi spesi dalla Sicilia di quel miliardo e 96 milioni di euro che aveva ricevuto per depurare le acque. Un danno e una beffa: sta per arrivare, da Bruxelles, una sanzione pesante. Che non colpirร solo lโisola. ร lโItalia tutta, infatti, a essere lontana dagli standard dei Paesi di punta: il 36% dei cittadini scarica direttamente nei fiumi e in mare. Una vergogna. Che ci puรฒ costare quasi un miliardo di maximulta. Soldi buttati per ยซsciatterie, inefficienze, mancati controlli…ยป.
La tabella di confronto col resto dโEuropa fa arrossire: dietro di noi, che arranchiamo con solo 64 cittadini su cento dotati dโun sistema fognario, ci sono lโEstonia, il Portogallo, la Slovenia… Ma siamo staccati di 9 punti dal Belgio, 17 dalla Repubblica Ceca, 20 dalla Francia, 22 dalla Spagna, 33 dalla Finlandia, 34 dalla Lituania e dalla Gran Bretagna, 36 dallโAustria, dalla Germania o dallโOlanda.
Certo, i dati della ยซStruttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idricheยป, voluta da Renzi per accorpare il tema delle acque e unificare ad esempio sei banche dati diverse ยซdove non cโera un numero che tornasseยป, dicono che รจ il Mezzogiorno lโarea piรน critica: la metร dei cittadini scarica senza filtri.
A dispetto di certi stereotipi anti-meridionalisti, perรฒ, spiega Erasmo DโAngelis, che guida la Struttura, la regione piรน esposta alla stangata europea per lโassenza di depurazioni รจ il Friuli Venezia Giulia. Dove la multa in arrivo da Bruxelles il 1ยฐ gennaio 2016, secondo le previsioni calcolate dalla Struttura di missione dovrebbe essere di 66 milioni di euro pari a 53,6 euro pro capite. Il doppio della multa alla Calabria, quasi il quintuplo rispetto alla Liguria, sette volte la media nazionale (8,1 euro), il decuplo della Puglia.
Seconda, per sanzione pro capite, รจ unโaltra regione settentrionale, la Val dโAosta: 39 euro pro capite. Terza la Sicilia, che pagherร complessivamente la somma piรน alta: 185 milioni. Ma รจ tutta la penisola, accusa DโAngelis, ad essere in ritardo: ยซPerfino in Lombardia (dico: in Lombardia!) i fiumi e i laghi sono per il 40% gravemente inquinatiยป. Totale della maximulta in arrivo per i depuratori, secondo la Struttura: 482 milioni di euro. Piรน altrettanti o poco meno per lโinquinamento di corsi dโacqua, laghi, lagune…
Sono strettamente collegati il rischio idrogeologico, lo sviluppo delle infrastrutture idriche e lโadeguamento del sistema della depurazione delle acque e della bonifica delle discariche. Senza equilibrio, addio. Come ricorda una relazione della ยซStrutturaยป alla Camera, il nostro รจ uno dei Paesi piรน franosi del mondo: ยซ486.000 delle 700.000 frane in tutta lโUe sono in 5.708 Comuni italiani, 2.940 a livello di attenzione molto elevatoยป.
E questo ยซsi intreccia con una impressionante carenza pianificatoria di superficie, la quasi scomparsa delle manutenzioni, abuso del suolo e fiumi incanalati in piste da bob o intubati sotto le cittร pronti ad esplodere al primo nubifragio come il Sevesoยป. E si intreccia ancora ยซcon un generale fatalismo e la scarsa percezione della dimensione dei rischi e di conoscenza dei fenomeniยป.
Va da sรฉ che la potenza distruttiva della natura (Dante stesso pare accennare alle ยซbombe dโacquaยป ma ce nโerano molte meno di oggi) ยซviene moltiplicata dai nostri errori fatali, primo fra tutti la caparbietร con la quale il territorio piรน fragileยป e piรน abitato (189 abitanti per chilometro quadrato contro i 114 della Francia e gli 89 della Spagna) ยซรจ stato spremutoยป senza tener conto della ยซregola base della prevenzione strutturaleยป. Un esempio? Su 16.700 chilometri di binari ferroviari 6.700 sono esposti a rischio: ยซNon occorrono esperti amministrativisti o contabili ma di psichiatriaยป.
Basta, sostiene il documento, ยซnon รจ piรน accettabile vedere lโItalia che crolla, frana e si allaga cosรฌ facilmente e non poter far nulla o poco perchรฉ pur in presenza di risorse bisogna aspettare firme, timbri e pareri per tempi indefiniti. E assistere a Conferenze di servizi dove i poteri di veto di ogni partecipante sono simili a quelli del Consiglio di Sicurezza Onu, facendo passare 3-6 anni dalla progettazione allโinizio di lavori anche banaliยป.
Matteo Renzi assicura di voler accantonare ยซun miliardo lโanno del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-20 per il finanziamento di interventi infrastrutturali di messa in sicurezza di territori e in particolare a difesa delle aree metropolitaneยป. Ma poi, sarร possibile spendere quei soldi o resteranno appesi al soffitto come caciocavalli?
La domanda non รจ retorica: negli ultimi 16 anni, accusa il documento consegnato a Montecitorio, non sono stati usati un sacco di quattrini destinati alla messa in sicurezza idrogeologica e alla depurazione delle acque, che come abbiamo visto nel caso del Seveso o del Sarno sono strettamente legate. Colpa di ยซprocedure burocratiche abnormiยป, di ricorsi infiniti dopo ogni appalto (perfino i lavori sul Bisagno, protagonista di disastrose inondazioni a Genova, sono bloccati…), di veti incrociati, di ยซritardi ed eccessiva complessitร delle procedure di valutazione di impatto ambientaleยป.
Totale dei soldi non spesi, in tre blocchi principali di finanziamenti: due miliardi e 273 milioni. Tutti denari giร disponibili, cash, per i quali non sono mai stati aperti i cantieri. E qui sono sotto accusa soprattutto tre regioni meridionali. ยซSicilia, Calabria e Campania hanno in comune lโimpressionante incapacitร di spesa e lโinefficienza della Pubblica amministrazione a partire dai livelli regionaliยป, scrive DโAngelis in una lettera al presidente del Consiglio.
Un esempio? I soldi stanziati con gli accordi di programma 2009/10. In Calabria, su 185 interventi programmati, solo cinque cantieri aperti e manco uno chiuso nonostante il territorio sia cosรฌ fragile da aver vissuto dal 2010 a oggi ยซ454 nuove emergenzeยป. In Campania su 97 programmati solo quattro cantieri aperti e solo due chiusi. In Sicilia 194 programmati, 43 cantieri giร chiusi e 71 aperti ma la Regione, che avrebbe dovuto sborsare 172 milioni accanto a quelli statali, ha scucito solo ยซlo 0,1%ยป.
Quanto al Report delle opere idriche, ยซla Delibera Cipe 60/2012 impegnava 1,6 miliardi per le Regioni del Sud per un totale di 183 interventi (depuratori, collettori, reti fognarie). Ad oggi nessuna opera รจ conclusaยป. Nessuna. Maglia nera, come dicevamo, la Sicilia che grazie anche a Stefania Prestigiacomo era stata benedetta da una pioggia di quattrini: ยซSu 96 opere programmate per 1.096 miliardi appena 5 opere al preliminare e zero fondi impegnatiยป. Ulteriore conferma di una certezza: non รจ (solo) una questione di soldi…