I pasticci del governo non vanno in pensione

Di Stefano Sansonetti

Una stroncatura che piรน netta non si puรฒ. E che dimostra, una volta di piรน, come sui temi cruciali di politica economica il governo vada sempre piรน spesso in ordine sparso. Sul terreno scivoloso della previdenza, per esempio, basta registrare il pensiero del viceministro dellโ€™economia, Enrico Morando (Pd), a proposito dellโ€™idea di un prelievo sulle pensioni piรน alte, grosso modo dai 3 mila/3.500 euro al mese, lanciata giusto qualche giorno fa dal collega di governo Giuliano Poletti, ministro del lavoro. โ€œNon considero in questo momento utile distogliere lโ€™azione di governo e lโ€™attenzione dellโ€™opinione pubblica dalle riforme strutturali che stiamo cercando di portare avantiโ€, ha detto senza troppi giri di parole Morando a La Notizia, non nascondendo il suo disappunto nei confronti della proposta che ancora ieri ha tenuto banco nel dibattito politico-economico.

La bocciatura
โ€œTra lโ€™altroโ€, ha aggiunto il viceministro di via XX Settembre, โ€œnon considero utile un confronto su un tema cosรฌ complesso come quello delle pensioni, sul quale una riforma รจ giร  stata fatta di recenteโ€. Per questo, assicura ancora Morando, โ€œal ministero dellโ€™economia non ci stiamo assolutamente occupando di interventi sulla previdenzaโ€. Ma allora, vien da chiedersi, perchรฉ il ministro Poletti se ne รจ uscito con una proposta che ha scatenato un autentico putiferio? โ€œChiedetelo a Polettiโ€, incalza il viceministro, che alla fine taglia corto assicurando che โ€œin questo momento le prioritร  sono altreโ€. In particolare, il riferimento รจ ad altri temi come fisco, lavoro, giustizia, pubblica amministrazione e i provvedimenti del decreto Sblocca-Italia che dovrebbe approdare a breve in consiglio dei ministri.

Lo scontro
Di sicuro non รจ una bella immagine quella che viene da un governo dove le opinioni sono cosรฌ divergenti. Anche perchรฉ, nonostante lโ€™eloquente disappunto di Morando, qualche ragionamento in cantiere deve pur esserci, se addirittura filtra che lโ€™ipotesi al vaglio sarebbe quella di un prelievo sulla differenza tra lโ€™assegno previdenziale percepito sulla base del sistema retributivo, antecedente alla riforma Dini, e lโ€™assegno che teoricamente si sarebbe incassato con il sistema contributivo, quello che si applica oggi ai lavoratori piรน giovani. Di piรน, perchรฉ si รจ calcolato che un intervento del genere potrebbe fruttare un miliardo di euro lโ€™anno di risparmi, da utilizzare eventualmente per sostenere i trattamenti previdenziali piรน esigui o per finanziare la cassa integrazione. Il tutto mentre nei documenti economici del governo cโ€™รจ scritto che dalla revisione della spesa sono attesi 16 miliardi nel 2015 e ben 32 miliardi lโ€™anno successivo. Obiettivi che secondo alcuni, rebus sic stantibus, sono a dir poco utopistici. E rispetto ai quali, in ogni caso, il miliardo lโ€™anno che si otterrebbe con il contributo sulle pensioni piรน alte sarebbe ben poca cosa. In ogni caso la โ€œcifraโ€ che va rafforzandosi in queste settimane di agosto รจ quella di un esecutivo molto spesso in confusione di idee.

Il precedente
La Notizia di ieri ha giร  raccontato il pasticcio combinato da alcuni fedelissimi del premier a proposito delle strategie di abbattimento del debito pubblico, recentemente arrivato alla cifra record di 2.168 miliardi di euro. Durante tutta lโ€™estate Marco Carrai e il sottosegretario Angelo Rughetti, due dei maggiori esponenti del โ€œgiglio magicoโ€ dellโ€™ex sindaco di Firenze, hanno propugnato lโ€™idea di un Fondo patrimoniale in cui far confluire asset immobiliari e mobiliari dello Stato. Fondo del quale si dovrebbero cedere quote a investitori e Bot people. Per Carrai lโ€™operazione sarebbe addirittura in grado di abbattere il debito di 2-300 miliardi di euro. Peccato che proprio due giorni fa un altro renziano come Lorenzo Bini Smaghi, fiorentino ed ex membro del board della Bce, abbia stroncato lโ€™idea, considerandola praticamente velleitaria e non realizzabile con successo. E parliamo dello stesso Bini Smaghi la cui moglie, lโ€™economista Veronica De Romanis, dovrebbe entrare in una specie di gabinetto economico che Renzi รจ in procinto di istituire a palazzo Chigi. Infine, sempre due giorni fa, per cercare di mettere ordine a quello che era diventato un caos totale, palazzo Chigi ha sementito lโ€™esistenza di piani straordinari sul debito. Come per il prelievo sulle pensioni, si tratta dellโ€™ennesimo esempio di un modus operandi schizofrenico.