di Carmine Gazzanni
Che i processi siano troppo lunghi, ormai, lo sappiamo. ร dโaltronde uno degli impegni di punta del governo la riduzione dei tempi della macchina giudiziaria. Quello che non si sapeva รจ che anche lโEuropa ci bacchetta, e pesantemente, a riguardo. Davanti alla Corte europea dei diritti dellโuomo, infatti, siamo i peggiori. Secondi soltanto alla Russia che, sappiamo bene, nellโambito del rispetto e della dignitร umana ha conosciuto anche negli ultimi anni una marea di scandali.
TRIBUNALI A RILENTO
Sono 14.400 i ricorsi pendenti davanti alla Corte europea presentati da cittadini italiani contro il nostro Stato. Una montagna in continuo aumento dato che nel 2011 erano 13.750 e nel 2012 14.200. Basti pensare, ancora, che ne abbiamo piรน anche dellโUcraina (13.300), Serbia (11.250) e Romania (6.150). E siamo ben lontani da Regno Unito, Germania e Francia che ne hanno, a testa, meno di 2.500. Ma ecco il punto. Come si legge nel dossier presentato ieri alla Camera dei Deputati, โa fronte dei 14.400 ricorsi pendenti, circa 10.000 casi attengono allโeccessiva lentezza dei processiโ. Finita qui? Ancora no: tra i diecimila, infatti, โoltre 7.000 concernono il fenomeno del ritardo nella liquidazione degli indennizzi accordati ai sensi della legge Pinto (la legge che disciplina il diritto di richiedere unโequa riparazione per il danno subito per lโirragionevole durata di un processo, ndr)โ. Cosa vuol dire questo? Semplice: i processi in Italia durano tanto. Troppo. E allora i cittadini, non vedendosi riconosciuti i propri diritti, ricorrono alla Corte europea che non puรฒ far altro che bacchettare, per diecimila volte, il nostro Paese. In altre parole, una maggiore velocitร dei processi e della macchina giudiziaria โconsentirebbe allโItalia di poter gestire e considerare โfisiologicaโ la restante pendenza di circa 3.000/3.500 ricorsiโ.
GLI ALTRI CASI
Tra i ricorsi pendenti elencati nel rapporto, non ci sono ovviamente solo quelli che lamentano unโeccessiva durata dei processi. Raccapricciante anche il dato sugli oltre 4.000 โricorsi pendenti in materia di condizioni di detenzioneโ. Non sono pochi, ancora, nemmeno coloro che chiedono un risarcimento dopo essere stati danneggiati da โtrasfusione di sangue infettoโ: 395 pendenze in tutto, ma la platea dei potenziali aventi diritto รจ molto piรน vasta, circa 7.000 persone. Un disastro.
NUOVI FASCICOLI
Non mancano, ovviamente, tematiche emergenti. Dallo smaltimento di rifiuti solidi urbani fino alle emissioni nocive di stabilimenti industriali (Ilva di Taranto). Non solo: risultano pendenti a Strasburgo anche alcuni ricorsi proposti da coppie di cittadini italiani โavverso il diniego opposto delle autoritร nazionali alla richiesta di pubblicazioni matrimoniali o alla richiesta di trascrizione del matrimonio contratto allโesteroโ. Ma, si sa, per alcune cose il nostro Paese deve ancora svegliarsi dal Medioevo.