Al nababbo Marchionne 65 milioni in azioni della Ferrari. E ci parlano di finanza etica

Al nababbo Marchionne 65 milioni in azioni della Ferrari. E ci parlano di finanza etica

di Sergio Patti

Befana da incubo sui mercati, con le piazze europee scosse dalla notizia dellโ€™esplosione della bomba allโ€™idrogeno in Corea del Nord, che ha subito destato preoccupazione, provocando anche la chiusura in ribasso del mercato di Tokyo (-0,99%). Nel Vecchio continente perรฒ รจ andata molto peggio, con Milano maglia nera, in ribasso del 2,67% sul listino principale Ftse Mib. La mossa prevedibile di Pechino, che รจ tornata a svalutare la moneta, ha allarmato gli investitori ormai convinti che il colosso asiatico anche questโ€™anno crescerร  meno del previsto. Il risultato รจ stata una nuova ondata di vendite che in Italia ha messo nel mirino in particolare lโ€™ex gruppo Fiat, ora Fca, caduto del 5,2%. E se il titolo della controllata Ferrari รจ stato lโ€™unico a chiudere sulla paritร , facendo meglio del mercato, solo ieri si รจ saputo che il giorno della quotazione (il 4 gennaio scorso) al presidente della societร  di Maranello, Sergio Marchionne, sono state assegnate 1,462 milioni di azioni, pari a un valore di oltre 65 milioni di euro. Tra gli altri titoli trascinati in forti ribassi nellโ€™ennesimo giorno negativo per la Borsa italiana spiccano Mediolanum (-6,34%), Anima Holding (-4,56%), Exor (-4,52%) e Banca Popolare dellโ€™Emilia Romagna (-4,44%).

FORTE VOLATILITร€ – Tornando al grande problema dei mercati, questo resta la Cina. E a cascata il prezzo del petrolio che continua a scendere, toccando nuovi minimi da dieci anni, sotto i 35 dollari al barile. La risposta di Pechino รจ stata lโ€™ennesima svalutazione dello yuan. Mossa che ha giovato allโ€™indice Csi300, chiuso in rialzo dellโ€™1,75%. Fuori dai confini cinesi perรฒ il contraccolpo si รจ sentito subito. La Borsa di Francoforte ha perso lo 0,93%, Parigi lโ€™1,26% e Londra lโ€™1,16%. Per non parlare di Milano, che รจ stata appunto la maglia nerร  dโ€™Europa. Debole anche Wall Street che si รจ allineata allโ€™umore degli altri listini: quando chiudevano i mercati europei, il Dow Jones cedeva lโ€™1%, lโ€™S&P 500 lo 0,8% e il Nasdaq lo 0,6%.

GUERRA MONETARIA – A spiazzare รจ ancora una volta la Banca centrale cinese, che avrebbe mosso un nuovo passo dentro una guerra valutaria proprio mentre la Federal Reserve sta tornando ad aumentare i tassi Usa. Pechino ha indicato il tasso di riferimento a 6,5314 yuan per dollaro, il livello inferiore dallโ€™aprile 2011 e con uno scarto di 0,22 punti percentuali al ribasso in un solo colpo. Ciรฒ ha subito scatenato la vendita di yuan offshore, sul mercato di Hong Kong, con un crollo fino a 6,6956 yuan per dollaro e una forbice di 2,1 punti percentuali rispetto al tasso interno: mai cosรฌ tanto dal 2010. La Cina ha inoltre annunciato un nuovo piano per limitare la vendita dei titoli detenuti dai grandi azionisti delle societร  quotate, in vista della scadenza (oggi) dello stop alle vendite imposto a luglio agli stessi grandi azionisti. Chi detiene oltre il 5% di unโ€™azienda cinese potrร  vendere le azioni solo attraverso transazioni private.