Altra trovata del Pd: soldi al Cnel che voleva abolire. L’emendamento inserito nella Stabilità: indennità e rimborsi per tutti

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Sembra il Gattopardo, invece è solo il Cnel. Un anno fa Matteo Renzi voleva abolire il famigerato Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro senza se e senza ma. “Lo considero solo un antipasto al processo di semplificazione e taglio alla Pubblica amministrazione”, tuonò l’ex premier. Tutto molto interessante, poi però è andata come sappiamo.

Al punto che, con un emendamento alla legge di Bilancio approvato ieri e firmato da due senatori proprio del Pd, Gian Carlo Sangalli e Annamaria Parente, si sancisce che le spese per i viaggi e i soggiorni di presidente (Tiziano Treu, ndr), vice e membri del Consiglio potranno essere rimborsate se “effettivamente sostenute e documentate”. E ci mancherebbe pure. Il tutto nei limiti del budget già stabilito per sostenere il funzionamento dell’ente. Non solo: 10 membri scelti da capo dello Stato e premier avranno anche diritto all’indennità. Una tragicommedia, se si considera il fatto che la legge di stabilità 2015 aveva previsto che “l’espletamento di ogni funzione connessa alla carica di presidente o consigliere del Cnel (…) non può comportare oneri a carico della finanza pubblica ad alcun titolo”.

“Ormai il Pd e il suo leader sono capaci di tutto e del suo contrario – attacca Pietro Laffranco (Forza Italia) –. L’anno scorso Renzi prometteva l’abolizione del Cnel con la riforma costituzionale affogata dal 60% di ‘No’ degli italiani, poi quest’anno prima la Boschi si è scelta senza criterio i membri e adesso due senatori dem ripristinano pure i rimborsi spese per i vertici”.

Tw: @GiorgioVelardi

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