Amica di lobby, poteri forti e Vip, dalla Comunità di Sant’Egidio a Mario Draghi. Ecco chi è Lady G7, la vincitrice del maxi-appalto da 12 milioni

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E’ la signora che si è aggiudicata la fetta più grossa del maxiappalto da 25 milioni di euro per l’organizzazione del G7 di Taormina. Nel settore dei grandi eventi la conoscono praticamente tutti. Quello che invece sfugge ai più è l’incredibile rete di contatti che è riuscita a creare nel corso degli anni, da Mario Draghi alla Comunità di Sant’Egidio. Il nome di “Lady G7” è Emma Aru. Con la sua Studio Ega srl è riuscita ad aggiudicarsi il più ricco e difficile lotto della commessa Consip per la “gestione chiavi in mano” dell’imminente vertice siciliano dei Capi di Stato e di Governo. Il lotto in questione, del valore di 12,4 milioni di euro, prevede in particolare la progettazione e gli allestimenti tecnologico-architettonici relativi all’evento, con tanto di organizzazione dell’annesso spettacolo in programma al teatro greco di Taormina.

Il percorso – Insomma, cose in grande. A quanto pare, però, non è una novità per la Studio Ega, che in passato è già stata chiamata a gestire il G8 della Maddalena (poi trasferito a L’Aquila), eventi di Expo 2015 e alcune edizioni degli Internazionali di tennis. Nel recente passato si registra anche l’allestimento a Tirana, in Albania, della 28esima edizione dell’Incontro internazionale per la pace, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Conferenza episcopale albanese. Naturalmente dietro a tutto questo c’è anche un duro lavoro di lobbying, che ha portato in dote alla Aru amicizie Vip. Per esempio quella del presidente della Bce, Mario Draghi. Sul sito della Ega, per dire, campeggia in bella vista un biglietto che Draghi, utilizzando l’incipit “Cara Emma”, ha inviato all’imprenditrice per ringraziarla dell’organizzazione di un summit dei ministri finanziari del G7 di qualche anno fa a Villa Madama. Biglietto che, neanche a dirlo, “Lady G7” usa a più non posso per farsi pubblicità. Per non parlare di tutti gli incarichi che negli anni la Aru ha accumulato all’interno di Unindustria Roma e della Ferpi, la lobby delle lobby.

Conti in tasca – Detto questo non si può fare a meno di notare che un lotto da 12,4 milioni di euro sia per la Ega una specie di colpo della vita. La cifra, infatti, è di poco inferiore ai 13 milioni di fatturato che la società ha messo a segno nell’intero esercizio 2015 (l’ultimo disponibile). Davvero un boom, per la Aru, se si considera che l’anno precedente, il 2014, aveva fatto segnare ricavi per 7,6 milioni di euro, già in aumento rispetto ai 5,4 milioni del 2013. Per gli amanti dei numeri questo significa che, in un momento di crisi nera anche per il settore dei grandi eventi, la società di “Lady G7” è riuscita in due anni a far schizzare i suoi ricavi del 140%. A festeggiare, comunque, sarà tutta la sua famiglia. Se la Studio Ega è guidata dall’imprenditrice, infatti, il capitale è diviso tra l’83% in mano alla figlia, Claudia Maria Golinelli, e il 17% in mano alla sorella, Cristina Aru. Tutte felici e contente, sembra il caso di dire.

Tw: @SSansonetti

 

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