Cresce il pressing dell’Arabia Saudita di Mohammad bin Salman Al Sa’ud sul presidente americano Donald Trump affinché scenda in campo contro i ribelli Houthi. Il governo di Riad ha nuovamente chiesto l’assistenza degli Usa per fermare l’avanzata del gruppo armato filo-iraniano che, di giorno in giorno, conquista porzioni sempre maggiori dello Yemen e che, avendo ormai il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, ora minaccia il commercio saudita e quello globale.
Una richiesta che, secondo i media statunitensi, al momento viene tenuta in standby dal presidente degli Usa, che teme un ulteriore allargamento del conflitto mediorientale e intende fare il possibile per evitarlo.
Lo sanno bene i ribelli yemeniti che, per bocca di Abed Mohammed al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa nel governo autoproclamato degli Houthi, fanno sapere all’agenzia Afp che “se gli Stati Uniti osassero sostenere l’Arabia Saudita con attacchi aerei o supporto aereo, considereremmo tutti gli interessi americani intorno a noi come obiettivi”.
Secondo il consigliere militare del gruppo filo-iraniano, un eventuale intervento americano nello Stretto di Bab el-Mandeb, dove al momento è stato istituito un blocco alle sole navi saudite, costituisce “una linea rossa” da non oltrepassare. In caso contrario, Houthi e Iran reagiranno come “un’unica alleanza e un unico blocco”, con l’intento di cacciare l’America dal Medio Oriente.