Sanremo, Stefano De Martino: Cercherò di essere me stesso

Milano, 6 nov. (askanews) – “Tutti mi chiedono: sei in ansia per Sanremo? No, mica io devo cantare! Certo sempre di essere me stesso e cercherò il più possibile di essere me stesso nonostante la grandeur del palco di Sanremo” così Stefano De Martino ha ironizzato sul prossimo Festival di Sanremo, ospite alla prima giornata de Il Festival Dello Spettacolo e intervistato dal vicedirettore di TV Sorrisi e Canzoni Ezio Genghini. “Anche perchè fare a Sanremo è una cosa meravigliosa, che forse il primo programma in cui non faccio niente. Io ogni tanto invoco Carlo Conti, e dico adesso ci vuole un po’ di Carlo Contismo quando quando le cose si fanno difficili o si si intrecciano oppure sei in quelle giornate in cui ti senti un po’ sopraffatto dagli eventi io penso che cosa farebbe Carlo Conti ve lo giuro io dico adesso Carlo Conti o Carlo Conti vieni a me”.” Nel corso del suo intervento ha fatto un bilancio del lavoro fatto in questi mesi: “È stata una bella estate fatta di ascolti, di tanta musica. Abbiamo ascoltato tante cose, sono stato lontano dall’Italia per vedere il progetto da lontano. È andata molto bene! Abbiamo iniziato presto a lavorare e il vantaggio l’abbiamo usato per lavorare in anticipo. Il metodo resta sempre quello della lavagna, ogni volta cancello riscrivo riaggiorno o ricopio in bella le cose appuntate. e la lavagna è sempre più grande!”. Sulla sua percezione dell’attesa del Festival: “Non ho la fobia degli spoiler. Più spoiler ci sono, più attenzione c’è più vuol dire che il Festival è atteso. Sulla presenza dei The Jackal al PrimaFestival e della Gialappa’s Band al ControFestival, De Martino ha commentato: “Mi sembrava bello avere un’apertura e chiusura con The Jackal e con la Gialappa’s, sono felice. Erano tanti anni che i Gialappi non toccavano il Festival, credo che siano un grande valore aggiunto. E poi ci è venuta idea di chiamarlo ControFestival, quando li ho incontrati la prima volta gli ho detto che volevo una cosa “pirata”, non edulcorata, una cosa “contro il Festival” e solo voi avete patente e credibilità e la libertà intellettuale per farlo. Sono felice che abbiano accettato”. Infine, sul Teatro Ariston: “Noi facciamo evento un macro in posto “micro”, ma lo dico con tutto il rispetto per l’Ariston. La bellezza di Sanremo è questo, non ci sarebbe la stessa magia se andassimo in uno stadio o in un palazzetto. È una cosa acrobatica, un esercizio in cui la Rai fa veramente la differenza perché si riesce a incastrare tutto. e alla fine la nave arriva in porto”.