Cisgiordania, arrestati 6 italiani che aiutavano a raccogliere le olive ma Tajani neanche protesta

Sei attivisti italiani, tra cui una consigliera comunale, sono stati fermati in Cisgiordania. Ma Tajani non riesce a condannare Israele.

Cisgiordania, arrestati 6 italiani che aiutavano a raccogliere le olive ma Tajani neanche protesta

Non hanno fatto nulla, lo dice anche Antonio Tajani. Eppure non ha fatto nulla neanche lui, il ministro degli Esteri, che di fronte all’arresto di quattro attivisti e due giornalisti italiani in Cisgiordania, che stavano solamente aiutando i palestinesi nella raccolta delle olive, si limita ad augurarsi che possano essere rimandati presto in Italia. Non una parola di protesta contro il governo di Israele e contro l’Idf, come se l’arresto dei 14 volontari internazionali, di cui sei italiani, fosse normale.

Tra gli italiani c’è anche Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde. Gli arresti sono avvenuti vicino al villaggio di Kafr Ni’ma e la Farnesina assicura di essere impegnata per il rilascio. Domani è previsto il trasferimento verso l’aeroporto per avviare le procedure di espulsione. Tajani ha sottolineato che gli attivisti “non hanno fatto nulla, erano lì solo a fare attività agricola. Speriamo che possa essere rimandati il prima possibile in Italia”. Tutto qui.

Sei italiani arrestati in Cisgiordania, ma Tajani non protesta contro Israele

La Farnesina spiega di essere intervenuta per chiedere il rilascio dei fermati e per ottenere chiarimenti sulle circostanze dell’arresto. Ma nulla più. Tajani e il governo non riescono a dire nulla contro l’operato israeliano, quando una protesta formale sarebbe il minimo sindacale. Peraltro Angelo Bonelli, leader di Europa Verde, ha raccontato di aver ricevuto un messaggio da Lombardi nel quale spiegava che “i palestinesi sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti”. Poi sono “intervenuti l’esercito e la polizia israeliana”. Ma per l’Italia sembra essere tutto normale. A Israele ogni cosa è consentita.