Assegno unico per i figli. Via alla rivoluzione del Welfare. Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali: “Un sostegno alla natalità per spingere la ripresa”

assegno unico Lorefice
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L’assegno unico per ogni figlio è diventato legge (leggi l’articolo). “Attraverso questo strumento che ha lo scopo di sostenere la natalità vogliamo ridare al Paese quella speranza di ripresa e di cambiamento di cui oggi abbiamo tutti bisogno”. A dirlo è Marialucia Lorefice, presidente della commissione Affari sociali di Montecitorio. L’esponente pentastellata si dice “orgogliosa” della tenacia con cui il M5S si è battuto per evitare che reddito di cittadinanza e assegno unico (come funzionerà) venissero considerate misure alternative laddove sono invece “compatibili l’una con l’altra”.

L’assegno unico per ogni figlio diventa legge. Si può definire una rivoluzione?
“Sì. È un obiettivo molto importante, un passo avanti che si aspettava da tempo e finalmente diventato realtà. L’approvazione di questa legge apre, infatti, la strada a una riforma complessiva delle misure a favore della famiglia e della natalità, ridisegnando una nuova visione del welfare”.

Iv e Pd si contendono la paternità della misura. Qual è stata la parte del M5S nel condurre in porto questa legge?
“Le misure che mirano al sostegno delle famiglie italiane sono centrali nella nostra visione politica. Dopo anni di promesse non mantenute, come Movimento 5 Stelle ci abbiamo creduto e abbiamo avuto un ruolo determinante nel centrare questo obiettivo, che rappresenta un altro punto del nostro programma realizzato per il bene del Paese. Sono soddisfatta del lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni in commissione Affari Sociali, tenendo conto delle istanze delle associazioni e delle categorie. Ma soprattutto sono orgogliosa della tenacia con cui ci siamo battuti come M5S per evitare che venissero tolte risorse al reddito di cittadinanza per finanziare l’assegno unico. Abbiamo preteso che le due misure, fondamentali per il welfare del Paese, non fossero tra loro alternative ma compatibili l’una con l’altra”.

Non tutto appare semplice. Sia perché quella approvata è una legge delega e quindi al governo spettano i decreti attuativi. Sia perché le risorse a disposizione non sembrano sufficienti per dare a tutti i 250 euro al mese promessi.
“È necessario andare veloci perché la misura entrerà in vigore dal 1° luglio. Compito del Parlamento è vigilare e sollecitare i decreti legislativi. Riguardo le risorse, in legge di Bilancio abbiamo già stanziato 3 miliardi di euro per il 2021, ma occorrerà trovare ulteriori fondi anche per gli anni successivi affinché la misura diventi strutturale. L’idea è quella di superare gradualmente il sistema dei bonus attuali, quali ad esempio il bonus bebè, le detrazioni per i figli a carico, garantendo un unico beneficio economico a favore delle famiglie con figli”.

Ritiene sia una misura che riuscirà a risolvere il problema demografico che pesa sull’Italia?
“Da sola di certo non basta, ma spero rappresenti un forte incentivo alla natalità. Al contempo servono agevolazioni per i giovani e le giovani coppie, una riforma dei congedi parentali, incentivi al lavoro femminile e supporti alle madri lavoratrici. Ci stiamo lavorando con il Family act e con i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Vogliamo dare alle nuove generazioni la possibilità di realizzarsi nella vita lavorativa, senza rinunciare ad avere figli”.

C’è chi sostiene che questa misura se non ben articolata rischia di penalizzare molte famiglie, in particolare di lavoratori dipendenti a favore di autonomi e incapienti. E’ una preoccupazione ingiustificata?
“Assolutamente ingiustificata. Abbiamo introdotto una misura che andrà a beneficio di tutte le famiglie, e per la prima volta, abbiamo incluso gli incapienti, gli autonomi e le partite Iva. Di questo siamo molto soddisfatti. Il beneficio economico arriverà fino a 250 euro per ogni figlio a carico da 0 a 21 anni, a partire dal settimo mese di gravidanza, con una maggiorazione per i figli successivi al secondo e in caso di disabilità”.

Una norma transitoria preannunciata dalla Bonetti consentirà di non perdere il beneficio anche alle famiglie che hanno detrazioni fiscali per figli di oltre 21 anni. Crede sia la strada giusta da seguire?
“La norma transitoria è stata pensata per andare incontro alle famiglie con figli con più di 21 anni che attualmente percepiscono detrazioni fiscali. I calcoli precisi sugli importi degli assegni verranno fatti dal Mef, ma credo sia importante in questa fase di crisi economica e sociale, determinata dalla pandemia, che le famiglie italiane sentano lo Stato vicino, e che percepiscano l’impegno del Parlamento e del Governo nel supportarle in modo concreto. Attraverso questa legge che ha lo scopo di sostenere la natalità vogliamo ridare al Paese quella speranza di ripresa e di cambiamento di cui oggi abbiamo tutti bisogno”.

Leggi anche: Assegno unico per i figli, colpo di scena: non ci sono i soldi per garantire i 250 euro alle famiglie.

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