Gli assunti al Consiglio del Lazio con il concorso vinto da dirigenti o militanti del Partito Democratico

nicola zingaretti partito democratico pd
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nella Regione Lazio di Nicola Zingaretti un pacchetto di assunzioni imbarazza il Partito Democratico. 24 tra politici, collaboratori e attivisti Dem hanno vinto un concorso e approderanno a lavorare al Consiglio. Nessuna irregolarità amministrativa ma molta rabbia per come sono andate le cose.

Gli assunti al Consiglio del Lazio con il concorso vinto da dirigenti o militanti del Partito Democratico

La vicenda che investe il Partito Democratico la racconta oggi Repubblica. Si parte da Allumiere: il 18 dicembre il Consiglio di presidenza della Pisana decide di assumere 18 funzionari. Si possono selezionare in base al territorio secondo il bando. E il concorso più recente è quello del comune. Il sindaco è Antonio Pasquini. Nella lista degli assunti ci sono due collaboratori del presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini. Poi Matteo Marconi, segretario Pd di Trevignano e Arianna Bellia, assessora di San Cesareo.  Augusta Morini, assessora di Labico, Paco Fracassa, segretario dem di Allumiere, un componente del circolo di Frosinone e tre militanti di Allumiere, Civitavecchia e Roma.

Per non farsi mancare niente arriva pure un collaboratore del vicepresidente del Consiglio in quota Lega, Giuseppe Cangemi. Il 28 dicembre tocca ad altri 8. E qui c’è Guidonia, guidata dal M5s Michel Barbet: è sempre il 28 dicembre quando il grillino assume Marco Palumbo, consigliere dem in Campidoglio, presidente della commissione Trasparenza insieme a Matteo Manunta, collaboratore di Devid Porrello, vicepresidente 5S del Consiglio. Chiude la lista Massimo D’Orazio, assessore di Isola del Liri e altro collaboratore di Buschini.

Il deputato Matteo Orfini, ex commissario dei dem romani nel post Mafia Capitale, è incredulo: “È sconcertante. È necessario fare chiarezza subito, senza timidezze”. Sono d’accordo i consiglieri di maggioranza che ora sperano nello sfogo consegnato ai suoi da Zingaretti: «Non posso caricarmi sulle spalle il mondo. Nessuno chiede a Draghi cosa fanno alla presidenza della Camera».

Leggi anche: Arriva la Guardia di Finanza per l’inchiesta sui camici di Fontana. E il leghista Caparini cancella le chat e disinstalla Whatsapp