Biden insiste. La Russia sta per attaccare l’Ucraina. Per l’intelligence americana Mosca sta preparando un’operazione sotto “falsa bandiera”

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Un attacco russo in Ucraina è possibile “nei prossimi giorni”. È quanto ha avvertito il presidente Usa, Joe Biden, affermando che l’intelligence americana ha “ragione di credere” che la Russia stia preparando un’operazione sotto “falsa bandiera”. La minaccia, ha detto ancora Biden, “è molto alta perché non hanno ritirato nessuna delle loro truppe, hanno spostato più truppe dentro”.

Anche per la Nato la Russia potrebbe invadere l’Ucraina

“Abbiamo ragione di ritenere – ha detto Biden parlando con i giornalisti alla Casa Bianche – che si siano impegnati in operazioni ‘false flag’ per avere una scusa per attaccare. Ogni indicazione che abbiamo è che sono pronti a entrare in Ucraina, ad attaccare l’Ucraina. La mia idea è che ciò accadrà nei prossimi pochi giorni”. Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che c’è ancora una “via diplomatica” e che il segretario di Stato, Antony Blinken, esporrà “quale questa strada sia” in un imminente discorso alle Nazioni Unite. “Non ho in programma di chiamare Putin”, ha aggiunto il presidente Usa.

Alcune fonti dell’intelligence americana, citate dalla Cnn (leggi l’articolo), hanno riferito che le immagini satellitari degli ultimi due giorni mostrano un potenziamento delle forze russe a un supporto di un’eventuale invasione.  Le stesse immagini mostrano, infatti, nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River, un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera con l’Ucraina. Le attività di costruzione sono monitorate attentamente dall’intelligence e dai dirigenti militari occidentali. Ma non è chiaro se a operare siano i russi o i loro alleati bielorussi, con cui stanno facendo esercitazioni comuni.

“L’obiettivo degli Stati Uniti non è iniziare una guerra, ma evitarla” ha detto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, al Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla crisi in Ucraina sottolineando che “la diplomazia è l’unico modo sensato di risolverla”. “La Russia – ha aggiunto – potrebbe inventare attacchi terroristici, inscenare attacchi con droni contro i civili, un attacco con armi chimiche, rivelare false fosse comuni”. Mosca, ha aggiunto il segretario di Stato Usa, “potrebbe teatralmente convocare riunioni di emergenza” per “rispondere” a operazioni sotto falsa bandiera e poi cominciare l’attacco. “Gli obiettivi sono già stati identificati e mappati”, ha aggiunto Blinken. “Questo è un momento di pericolo per la vita e la sicurezza di milioni di persone – ha detto ancora -, così come per la fondazione della Carta delle Nazioni Unite e dell’ordine internazionale basato su regole che preserva la stabilità in tutto il mondo. Questo è l’esatto momento di crisi che l’Onu e il Consiglio di Sicurezza sono stati creati per prevenire”.

Nei giorni scorsi era stata sempre l’intelligence americana ad annunciare un imminente attacco russo in Ucraina (leggi l’articolo), indicando anche la data del 15 febbraio. Data che è poi coincisa con il parziale ritiro delle forze russe dal confine (leggi l’articolo). “La data del 15 febbraio del 2022 – aveva poi affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova – entrerà nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell’Occidente. Svergognati e annientati senza sparare un colpo”. Mosca, aveva aggiunto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, considera la decisione degli Usa di evacuare i loro diplomatici da Kiev come “un’isteria esibizionista e senza senso”. Peskov in un’intervista alla Cnn, aveva anche detto che Putin era “pronto per i negoziati”.

La Russia, nella risposta inviata oggi da Mosca a Washington, ha chiesto agli Stati Uniti di ritirare le sue forze dall’Europa orientale, centro orientale, sudorientale e dai paesi Baltici, nel quadro dello scambio sulle richieste di garanzie di sicurezza della Russia. “Siamo convinti che il potenziale militare nazionale in queste zone sia sufficiente” precisa il Cremlino nel documento in cui si propone anche l’avvio di nuovi colloqui.