Caro carburanti, Meloni pensa alla retromarcia sulle accise mobili: “Siamo pronti a intervenire”

Incalzata dai nuovi rincari del diesel, Meloni sta valutando il ritorno delle accise mobili: "Siamo sempre pronti a intervenire".

Caro carburanti, Meloni pensa alla retromarcia sulle accise mobili: “Siamo pronti a intervenire”

Si mette male per Giorgia Meloni sul fronte energetico. Mentre l’Ue ribadisce il suo no alla maggiore flessibilità per contrastare l’inflazione, la presidente del Consiglio è costretta a valutare un passo indietro sulle accise mobili. Meloni sperava che il price cap fissato da Eni (seguita poi da altre compagnie) fosse sufficiente per mitigare i prezzi, ma non ha considerato l’inevitabile rimbalzo con la fine del taglio delle accise.

Eni ha promesso un nuovo intervento, andando a ridurre ulteriormente il costo per tornare a un prezzo del diesel molto simile a quello del price cap (sarà a 2,21 centesimi invece che 2,19) ma non può bastare. E così la presidente del Consiglio si trova costretta a rivalutare l’applicazione delle accise mobili, annunciata a settembre ma non applicata dal 6 ottobre come atteso.

Meloni rivaluta le accise mobili: pronti a intervenire

“Siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili”, dice Meloni al termine del vertice Med9 a Spalato. A settembre sono arrivati circa 170 milioni di euro che il governo potrebbe spendere per le accise mobili, come ricorda la presidente del Consiglio. Che però non ha ancora deciso: “Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure”.

Il succo è che il governo non sa cosa fare, non ha una strategia e non riesce a decidere. Da qui la speranza che siano, ancora una volta, le compagnie a risolvere il problema al posto del governo, con la speranza che “nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap”. Che poi, tradotto, vuol dire che la speranza è che le aziende paghino di propria tasca l’aumento dell’imposta che finisce invece nelle casse dello Stato.

Di certo, però, il pressing dell’opinione pubblica ha portato il governo a rivalutare l’applicazione delle accise mobili. Tanto che anche il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, conferma che “resta al vaglio la possibilità di prorogare” il taglio delle accise grazie all’extragettito Iva.