Facciamo attenzione! Non รจ solo paradossale, ma decisamente inquietante che si sia scelto proprio il giorno della Liberazione per riportare in una logica di conservazione il governo del Paese, allargando ad alcuni grandi giornali il compito di cannoneggiare il cambiamento preteso dai cittadini alle ultime elezioni, e che seppure affannosamente sta impedendo ai soliti noti di trattare le istituzioni come cameriere. Ai piรน distratti, a cui sono sfuggite le novitร di questo 25 Aprile, e che non danno grande importanza a quanto scrivono i giornali, perchรฉ convinti che non contano niente e non li legge piรน nessuno, mostriamo i puntini da unire per rivelare cosa si nasconde dietro.
I padroni di quella che una volta si chiamava Fiat, a cui lโallora premier Renzi non ebbe nulla da dire mentre traslocavano cuore e portafoglio dellโazienda ad Amsterdam, Londra e Detroit, hanno perfezionato il controllo de la Repubblica, La Stampa, lโedizione italiana dellโHuffington Post e altro ancora, e cambiato – come รจ legittimo che sia – i direttori. Ora lasciamo perdere lโopportunitร di spiegare come mai questi giornali siano detenuti attraverso unโanomala catena societaria, ma almeno allโesordio cโera da aspettarsi che Molinari, Giannini e Feltri (non Vittorio, che preferisce dedicare il suo tempo ad insultare i meridionali, ma il figlio) facessero un poโ di chiarezza su una rotazione di poltrone che persino il loro ex presidente Carlo De Benedetti ha ammesso essere il segno di un cambio di rotta editoriale, di sicuro non a favore di quella parte di Sinistra che ha accettato lโaccordo con i Cinque Stelle anche per non consegnare Palazzo Chigi alle destre.
In una fase in cui: 1) cโรจ da investire tanti soldi per far ripartire il Paese dopo il Covid, 2) la maggioranza รจ in sofferenza e 3) le destre possono continuare a pasticciare perchรฉ tanto non si vota, la tentazione di una soluzione tecnica per il governo, magari per completare il lavoro iniziato da Monti, รจ chiaro che ha tanti estimatori. Se i politici si devono comprare (quando ci si riesce), i tecnici invece sono giร al servizio dellโestablishment. Perciรฒ figure estranee al sistema, come Conte e soprattutto i Cinque Stelle, devono essere messe alla porta, rimettendo in sella chi puรฒ ripristinare lโordine delle cose, socializzando i conti da pagare e privatizzando quel che resta nel fondo del barile.
Cosรฌ, per far capire dove butta il vento, piรน dei soporiferi editoriali dei nuovi direttori, su Repubblica brillava la festa della Liberazione ridimensionata in prima pagina rispetto al passato e poi relegata in coda al giornale: un bel segnale a chi ogni 25 aprile ha un attacco di ulcera. Altrettanto esplicito รจ stato Feltri, riuscito a spiegarci che per oltre 70 anni abbiamo creduto di festeggiare la Liberazione dal nazifascismo mentre invece andavamo ad affrancarci dal comunismo. Il piรน bravo di tutti, diciamo pure insuperabile, รจ stato perรฒ Giannini, che su La Stampa ci ha fatto deliziare con due perle. La prima era unโautentica fake news, cioรจ un titolo completamente fuorviante rispetto al testo di unโintervista allโex capo politico dei 5S, Di Maio, in cui pare che il Movimento abbia deciso di accettare il Mes. Non meno luminosa la seconda perla: unโintervista inginocchiata allโamministratore delegato dellโEni, Descalzi, ovviamente priva di accenni alla sua questione giudiziaria e ai padrini politici riusciti a farlo confermare nellโultima tornata delle nomine. Insomma: poteri forti, informazione manipolata, strategia della restaurazioneโฆ bisogna essere davvero ciechi per non vedere lโoffensiva che รจ in atto.