Caso Cucchi, anche Palazzo Chigi e il Viminale chiedono di costituirsi parte civile. Il via libera all’Avvocatura in una lettera di Conte

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Anche Palazzo Chigi e il ministero dell’Interno, oltre a quello della Difesa e all’Arma dei Carabinieri, intendono costituirsi parte civile nel procedimento a carico di otto carabinieri per i falsi e i depistaggi legati al caso della morte di Stefano Cucchi. Nell’atto di costituzione di parte civile, presentato questa mattina al gup Antonella Minunni e pubblicato sulla sua pagina Facebook da Ilaria Cucchi, si legge che l’Avvocatura Generale dello Stato compare in rappresentanza del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri pro tempore della Difesa e dell’Interno.

“Il presidente del consiglio Conte – scrive Ilaria Cucchi -, il ministro della difesa Trenta con il generale Nistri per l’Arma dei Carabinieri e il ministro dell’interno Salvini si sono costituiti affianco a noi oggi parte civile nel processo contro i responsabili dei gravissimi depistaggi con parole durissime nei loro confronti chiedendone la condanna e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 120mila euro”.

“Le condotte ascritte – si legge nell’istanza di costituzione di parte civile depositata oggi dall’Avvocatura dello Stato – hanno intralciato il normale esito e sviluppo delle operazioni di polizia giudiziaria creando grave nocumento all’azione delle autorità. Inoltre gli atti e comportamenti tenuti sono palesemente contrari ai principi di moralità e rettitudine che devono improntare l’agire di un militare”.

Gli “imputati, nel commettere i reati contestati, hanno cagionato un grave danno patrimoniale e morale alle amministrazioni”. “Le imputazioni contestate – prosegue l’Avvocatura – sono particolarmente gravi anche per le modalità di azione ed hanno sortito l’effetto criminoso di sviare l’accertamento pieno di altrui attività delittuosa nel corso di particolari, complesse ed articolate indagini, avendo militari abusato delle loro qualifiche e funzioni”.

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