Cda Rai, RaiCom e Arexpo: la tripla poltrona del leghista De Biasio finisce all’Anac. Esposto del segretario Pd della Vigilanza Anzaldi a Cantone: “Valutare il rischio di conflitto d’interessi”

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Consigliere di amministrazione di Rai Spa, della controllata RaiCom e, da qualche giorno, designato dalla Regione Lombardia anche nel Cda di Arexpo, la partecipata regionale che sta sviluppando l’ambizioso piano urbanistico e di ricerca sull’area dell’Expo 2015. Ma ora la tripla poltrona del leghista Igor De Biasio è finita sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Con un esposto del segretario dem della Vigilanza Rai Michele Anzaldi, che ha deciso di portare all’attenzione del presidente dell’Anac Raffaele Cantone la “delicata” questione – raccontata ieri da La Notizia – del cumulo di cariche “che potrebbe evidenziare un rilevante conflitto d’interesse”.

TRIPLA POLTRONA.La vicenda, si collega al “trasferimento della sede Rai di Milano”, attualmente ubicata in Corso Sempione, “verso gli ex padiglioni d 1 e 2 di Milano Fiera nel quartiere Portello”. Un progetto, tuttavia, sul quale pende l’incognita di “un contenzioso proprio sulle aree nelle quali dovrebbe trasferirsi la Rai e questo potrebbe far scattare un altro piano”. Dirottando cioè il trasferimento della sede milanese della Tv pubblica proprio verso “le aree in dotazione alla società Arexpo”. E in questo caso, tira le somme Anzaldi, “il consigliere di amministrazione della Rai che è anche stato appena designato consigliere di amministrazione della società Arexpo potrebbe trovarsi in pieno conflitto di interesse”. Un’ipotesi di fronte la quale, sentito da La Notizia, lo stesso De Biasio ha spiegato – come riporta anche l’esposto del segretario dem della Vigilanza – che “qualora venissi confermato membro del cda mi asterrò da ogni discussione e votazione nel Cda Rai in merito al tema immobiliare milanese proprio per garantire un comportamento opportuno e corretto”.
RISCHIO CONFLITTO. Insomma, per Anzaldi non ci sono dubbi: “Appare evidente che, qualora fosse confermata questa ipotesi di doppia presenza nei due cda, l’antidoto al possibile conflitto di interessi non può essere certo la mera astensione – prosegue la segnalazione all’Anac -. Non è dato sapere se sono state attivate le procedure anti conflitto d’interesse e l’ufficio trasparenza in seno alla Rai proprio per evitare situazioni pericolosamente grigie come quella in oggetto”. Di qui la richiesta del segretario della Vigilanza al presidente dell’Anac “di verificare quanto esposto in premessa e valutare la presenza di un possibile conflitto di interessi prima che qualsiasi decisione possa essere assunta”.