Dai cda Rai e RaiCom ad Arexpo, ecco il pluripoltronato della Lega. De Biasio è in pole per guidare la Spa lombarda, ma sulla nomina si rischia il conflitto d’interessi

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Dopo l’uscita di Giuseppe Bonomi da Arexpo, la Regione Lombardia ha già posto rimedio, indicando Igor De Biasio tecnicamente come prossimo consigliere nel Cda della società che sta sviluppando l’ambizioso piano urbanistico e di ricerca sull’area post-Expo. Fin qui nulla di strano. Parliamo d’altronde di un manager con una lunga gestione imprenditoriale alle spalle. Il che non è secondario considerando che secondo molti è praticamente scontata la nomina di De Biasio ad amministratore delegato, visto che spetta al governatore lombardo Attilio Fontana indicare il nome dell’ad, mentre il Comune di Milano indica il presidente (Giovanni Azzone sarà confermato in questo ruolo). Ma ecco che sorge il “ma”. Nel frattempo, infatti, De Biasio siede anche in altri autorevoli Cda. A cominciare da quello di Viale Mazzini, eletto a inizio legislatura in quota – manco a dirlo – Lega. Col passare del tempo, esattamente come il presidente Rai Marcello Foa, De Biasio è arrivato a sedere anche nel Cda di RaiCom. Insomma, incarichi su incarichi su incarichi. Per carità: nulla di illegale e nulla vietato dalla legge. Resta, tuttavia, il dubbio di come si faccia a conciliare lavori così delicati e importanti come il servizio pubblico radiotelevisivo italiano e il futuro e la riconversione di un’area così vasta come quella post-Expo.

PIANO “A” E PIANO “B”. Ma è qui che le due linee che apparentemente viaggerebbero parallele, potrebbero toccarsi e incastrarsi, causando un non secondario conflitto d’interessi. Come paventato già dalla scorsa governance di Viale Mazzini e confermato dall’attuale, infatti, la storica sede Rai di Corso Sempione si sposterà a breve presso gli ex padiglioni 1 e 2 di Milano Fiera, nel quartiere Portello, che si trova nella zona Nord-Ovest di Milano. Ma è qui che al “piano A” potrebbe subentrare quello di riserva, e che coinvolge direttamente proprio Arexpo. Se l’obiettivo resta quello di trasferire le strutture Rai negli ampi spazi del Portello nell’ex Fiera di Milano (56mila metri quadrati, la Rai ne prenderebbe almeno la metà), non è detto che la partita vada a buon fine: su quegli spazi, infatti, pende un contenzioso tra la Fiera, proprietaria dell’area, e il gruppo Vitali, che aveva vinto un bando sull’immobile. La sentenza di primo grado del Tribunale civile ha dato ragione all’ente fieristico, ma Vitali ha presentato appello. Si attende il pronunciamento della Corte d’Appello. Tempi ancora lunghi? No, la Rai vuole arrivare a un’intesa in tempi brevi con la Fiera. Ma se tutto dovesse slittare o, peggio, la Corte d’Appello dovesse dar ragione a Vitali, ecco l’asso nella manica: trasferire la sede milanese della Rai proprio nell’area Expo. Come d’altronde immaginato anche dal presidente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, il leghista Alessandro Morelli: “Auspico un accordo Fiera-Rai. Se non si trova la quadra sul Portello, però, la Rai guarderà verso l’area Expo. Non si tratta di un Piano B, ma di un altro Piano A. L’importante è raggiungere l’obiettivo”. è qui che il ruolo di De Biasio si sdoppierebbe: un conflitto d’interessi bello e buono, sembrerebbe.

LA REPLICA. La Notizia, ovviamente, ha raggiunto telefonicamente il dottor De Biasio: “Per ora si tratta solo di una designazione nel Cda di Arexpo. Ma se venissi confermato membro del Cda, mi asterrò da ogni discussione e votazione nel Cda Rai in merito al tema immobiliare milanese, proprio per garantire un comportamento opportuno e corretto”. Insomma, nessun conflitto d’interessi. Basta astenersi.

C’è chi, però, non la pensa così e vuole vederci chiaro. E così, proprio dopo il nostro articolo, il deputato Pd Michele Anzaldi ha presentato un esposto all’Anac di Raffaele Cantone. La richiesta del segretario della Vigilanza al presidente dell’Anac è “di verificare quanto esposto in premessa e valutare la presenza di un possibile conflitto di interessi prima che qualsiasi decisione possa essere assunta”.

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di Gaetano Pedullà

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