Il Centrodestra non esiste più. Lo scontro sulla Rai lo dimostra. Parla Mollicone, commissario della Vigilanza per Fratelli d’Italia: “Salvini non mollerà sul suo candidato alla presidenza”

Il futuro della Rai è nelle mani di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Noi voteremo ancora per Marcello Foa. Ma non è detto che tutto possa slittare a settembre”. L’onorevole di Fratelli d’Italia e membro della commissione Vigilanza Rai Federico Mollicone non vede,per adesso, soluzioni all’orizzonte.

L’impasse potrebbe continuare ancora?
“La trattativa nelle mani dei leader di Lega e Forza Italia. Certo è che, volendo, il Cda può andare avanti almeno per il periodo estivo con Foa come consigliere anziano. Magari senza prendere decisioni rilevanti, però tenendo il punto e fare una trattativa più a lungo raggio”.

Nell’opposizione, però, c’è chi pensa che in qualità di consi-gliere anziano Foa non possa prendere decisioni. Se lo faces- se non pensa che si rischierebbero ricorsi?

“La possibilità c’è e la cosa complicherebbe ulteriormente la vicenda Rai. È pur vero, però, che ci sono precedenti storici. Ci sono stati consiglieri anziani che hanno fatto le veci del presidente”.

Fratelli d’Italia sarà ago della bilancia nella partita?
“Noi auspichiamo che si trovi una sintesi. Per quanto ci riguarda, noi siamo stati critici nel metodo perché la decisione poteva essere condivisa, come peraltro prevede il regolamento della Vigilanza, con le opposizioni. Ma la persona scelta ha un profilo talmente alto e talmente condivisibile come posizioni, e peraltro talmente osteggiato dal Partito democratico che ha veramente devastato la Rai, che alla fine il metodo ci è sembrato il male minore. Ci ha convinto il personaggio”.

Perché il metodo non ha convinto?

“È stato quantomeno superficiale, non penso intenzionale. Ma sbrigativo, questo sì”.

Non crede che dietro il niet di Forza Italia ci sia una trattativa in piedi con la Lega per i direttori dei Tg?
“Non posso parlare per Forza Italia. Loro, però, hanno negato che ci siano trattative in corso”.

E allora cosa c’è dietro il no a un personaggio che sicuramente non è inviso al centrodestra?

“Io credo che ci sia una questione di etichetta. Berlusconi è stato leader per decenni del centrodestra. Penso che rivendichi da parte sua un rispetto del ruolo del riconoscimento della forza politica che rappresenta. Non è solo liturgia politica: ci si aspettava una maggiore condivisione visto soprattutto i rapporti che il centrodestra ha in molte regioni e in moltissime città. Da Salvini si aspettavano un comportamento più rispettoso”.

Cosa accadrà oggi in Cda?
“Due sono le possibilità: o verrà riproposto Foa, come peraltro annunciato dalla stessa maggioranza giallo-verde…”

Oppure?

“È pure vero che, trattandosi di un periodo di vacanza e di stallo, potrebbe esserci un semplice rinvio a settembre da parte del consiglio di amministrazione, per avere un quadro più definito. Noi auspichiamo che ci sia una sintesi di vedute, ma non ci sconvolgerebbe se Foa restasse ad esercitare il suo ruolo”.

E se Foa rimettesse il mandato, di modo che il Governo poss nominare un altro consigliere?
“Non credo possa accadere. Sarebbe una sconfitta politica cocente per Salvini e per la maggioranza. Non penso proprio siano disposti a questa soluzione”.

Quella sulla Rai è l’ennesima pesante frattura tra Lega e Forza Italia. La domanda è d’obbligo: esiste ancora il centrodestra?
“Come ha detto Giorgia Meloni, il centrodestra come l’abbiamo conosciuto non esiste più. Siamo in una fase nuova. Direi anche positiva da un punto di vista storico. Siamo in una fase ‘maieutica’ da cui potrebbe nascere anche un soggetto evoluto rispetto al centrodestra storico”.