Commissione Covid, le opposizioni chiedono la testa di Lisei. “Il presidente sfiduciato da La Russa”, attacca M5s

In commissione Covid ormai è guerra totale, dopo la scoperta degli interrogatori svolti dai consulenti esterni. Colucci: "Il presidente deve andarsene"

Commissione Covid, le opposizioni chiedono la testa di Lisei. “Il presidente sfiduciato da La Russa”, attacca M5s

“Il presidente Marco Lisei è sfiduciato, si dimetta”. È l’invettiva lanciata ieri dalle opposizioni dopo la lettera inviata dai presidenti di Camera e Senato ai membri della commissione d’inchiesta sul Covid che, per le opposizioni, avrebbe messo il sigillo sulla delegittimazione del presidente.

Il caso nasce dalle contestate deleghe affidate a consulenti esterni, accusati di aver svolto attività che spetterebbero esclusivamente ai parlamentari. In particolare, avrebbero interrogato alcuni cittadini al posto dei commissari parlamentari in un commissariato di polizia.

Dopo settimane di polemiche, le proteste sono arrivate ai vertici delle Camere. E proprio l’intervento di Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana è stato letto dalla minoranza come una sonora bocciatura di Lisei.

Il richiamo di La Russa al presidente della commissione Covid

“Resta fondamentale il richiamo alla legge istitutiva della Commissione e all’articolo 82 della Costituzione che specifica poteri e limiti per l’attività d’inchiesta”, scrive la Russa, che aggiunge “Da ultimo, colgo l’occasione per rivolgere a tutti i Gruppi parlamentari l’auspicio che, in considerazione dell’importanza delle questioni che la Commissione d’inchiesta è chiamata ad affrontare, i lavori possano essere orientati, pur nella normale dialettica politica, al reciproco rispetto delle prerogative spettanti alle forze di opposizione e a quelle di maggioranza”.

“La lettera rappresenta la pietra tombale sull’autorevolezza e la credibilità di Lisei”, hanno scritto in una nota congiunta le opposizioni, chiedendo le dimissioni del senatore FdI. Per le opposizioni, se la Presidenza del Senato è stata costretta a intervenire per richiamare al rispetto delle procedure, significa che “è stato passato il segno”. Ancora più esplicito l’M5s Alfonso Colucci: “Lisei esce sfiduciato politicamente e delegittimato nelle sue funzioni”. Tradotto: secondo i Cinque Stelle, è stato proprio Ignazio La Russa a togliere la fiducia al presidente della Commissione.

Colucci ha definito “totalmente illegittime” le deleghe conferite ai consulenti, la cui “attività non può mai sostituire quella dei parlamentari», ha ribadito.

Naturalmente, Fratelli d’Italia racconta una storia diversa. Per il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, la lettera “smaschera l’ennesima farsa delle opposizioni” e confermerebbe invece la correttezza dell’operato di Lisei.

Secondo FdI, le richieste di dimissioni servirebbero soltanto a ostacolare “l’operazione verità” sulla gestione della pandemia. E Bignami rilancia: piuttosto che contestare la Commissione, Giuseppe Conte dovrebbe presentarsi in audizione “evitando di utilizzare il suo ruolo di commissario come scudo”.