Commissione Covid, scontro Conte-Santanchè. L’ex premier: “Vada a farsi processare”. Intanto le opposizioni accusano La Russa e Fontana di parzialità

Commissione Covid, i presidenti di Camera e Senato nel mirino delle opposizioni per le aperture alle richieste delle destre

Commissione Covid, scontro Conte-Santanchè. L’ex premier: “Vada a farsi processare”. Intanto le opposizioni accusano La Russa e Fontana di parzialità

La commissione Covid, l’Antimafia, la Vigilanza Rai. E ora anche lo scontro istituzionale tra le opposizioni e i presidenti di Senato e Camera. La battaglia sulle commissioni parlamentari d’inchiesta si allarga e finisce per investire direttamente Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, finiti sotto il fuoco dalla minoranza perché accusati di usare “due pesi e due misure“, a seconda della convenienza della maggioranza.

A scatenare lo scontro, la campagna mediatica organizzata dal quotidiano Il Tempo (dei proprietà del senatore leghista Antonio Angelucci) contro Giuseppe Conte, “reo”, per il giornale, di sottrarsi all’audizione davanti alla commissione Covid sulla gestione della pandemia (stesse accuse per i senatori Federico Cafiero de Raho e Roberto Scarpinato, membri però della Commissione Antimafia). Accuse riprese due giorni fa da Fratelli d’Italia, che avevano chiesto l’intervento delle due alte cariche dello Stato, chiamate a dirimere un nodo regolamentare.

L’escamotage proposto da La Russa e Fontana per aggirare le regole

Conte infatti è componente della Commissione Covid, così come De Raho e Scarpinato siedono nella Commissione Antimafia e, secondo la prassi parlamentare, un componente di una commissione d’inchiesta non può essere ascoltato come testimone dalla stessa commissione di cui fa parte. Una regola che, di fatto, impedisce le audizioni di tre figure attaccate dalla maggioranza.

Per uscire dall’impasse, Fratelli d’Italia ha chiesto un intervento delle Presidenze di Camera e Senato. E giovedì sera è arrivata la risposta congiunta di Fontana e La Russa: la prassi resta quella vigente, ma, vista la situazione di stallo, i due presidenti si dicono pronti a convocare le Giunte per il Regolamento per valutare possibili soluzioni.

Tra le ipotesi indicate anche quella di consentire ai commissari interessati di dimettersi temporaneamente, essere ascoltati e poi essere nuovamente nominati al termine dell’audizione. Una disponibilità salutata dal centrodestra come il tentativo di sbloccare un’anomalia procedurale. Per le opposizioni, invece, è la prova di un’evidente disparità di trattamento.

I due solerti presidenti sono gli stessi che sono rimasti silenti per oltre un anno sullo stallo in Vigilanza Rai

Pd, M5S e Avs ricordano infatti che per oltre un anno hanno chiesto inutilmente la convocazione della Giunta per il Regolamento per superare il blocco della Commissione di Vigilanza Rai, paralizzata dal veto della maggioranza che impediva perfino l’audizione dell’amministratore delegato del servizio pubblico. Mentre per la richiesta di FdI, La Russa e Fontana si sono mossi immediatamente…

“Per oltre un anno non abbiamo ricevuto alcuna risposta sulla Rai”, accusano i capigruppo dell’opposizione in Vigilanza Rai Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S) e Giuseppe De Cristofaro (Avs). “Oggi, invece, basta una richiesta di Fratelli d’Italia per convocare immediatamente la stessa Giunta e trovare un escamotage che consenta alla maggioranza di usare le istituzioni per attaccare Conte, Scarpinato e De Raho”.

Da qui l’accusa di “doppio standard”: “L’imparzialità di chi riveste il ruolo di presidente si misura proprio nei momenti in cui dovrebbe garantire gli stessi diritti a tutti, non nell’assecondare le esigenze della propria parte politica”.

Ma il pressing di Fratelli d’Italia sull’ex presidente del Consiglio è continuato anche ieri: il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, prendendo spunto dalle nuove ricostruzioni giornalistiche sulla gestione delle forniture di mascherine durante l’emergenza pandemica, è tornato a chiedere che Conte venga ascoltato dalla Commissione Covid. “Anziché continuare a minacciare i giornali e intralciare i lavori della Commissione, si faccia audire e racconti quello che sa riguardo a quello che dalle carte sta emergendo come il più grande scandalo della storia della Repubblica”.

Lo scontro Conte-Santanchè. “Se parla la ex-ministra, viene da ridere”

Tuttavia la risposta più dura Conte l’ha riservata a Daniela Santanchè, che lo aveva accusato di continuare a evitare “audizioni e spiegazioni sulle folli spese Covid”. “Quando addirittura l’ex ministra di Fratelli d’Italia Daniela , mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo tre anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid, viene da ridere“, scrive il leader del Movimento 5 Stelle.

Conte rivendica di avere già chiarito ogni aspetto della gestione della pandemia. “Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all’opinione pubblica in decine e decine di interviste e ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid, diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto, senza ricevere risposte”.

Poi l’affondo personale contro l’ex ministra: “Per Santanchè il silenzio sarebbe d’oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione”.

E conclude accusando FdI di voler utilizzare il proprio “potere mediatico” per intimidire il Movimento 5 Stelle: “Se pensate di farci paura con la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto”, ha concluso.