Comunali alla prova dei ballottaggi: sei capoluoghi tornano alle urne

Domenica e lunedì si terranno i ballottaggi con cui si chiuderà l’ultima tornata di amministrative. Sei capoluoghi al voto

Comunali alla prova dei ballottaggi: sei capoluoghi tornano alle urne

Domenica e lunedì si terranno i ballottaggi con cui si chiuderà l’ultima tornata di amministrative. Restano da assegnare ancora 41 Comuni sopra i 15mila abitanti, sei dei quali sono capoluoghi. Si tratta di Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani. Ma c’è anche un Comune su cui i fari sono puntati, benché non capoluogo: Vigevano (Pavia), il comune più popoloso chiamato al voto in Lombardia. Al primo turno la più votata è stata Rossella Buratti, candidata del centrosinistra sostenuta dall’intero campo largo, con il 34,31%, dieci punti in più di Paolo Previde Massara, appoggiato da Forza Italia e Lab 27029, fermatosi al 24,38%. L’ala riformista sogna di tornare a occupare la poltrona di primo cittadino nella città ducale dopo 40 anni. Un risultato possibile perché le spaccature registrate tra i partiti dello schieramento rischiano di favorire il centrosinistra.

Comunali alla prova dei ballottaggi, sei capoluoghi tornano alle urne

Pesa, per esempio, l’incognita del “fattore Vannacci”. Furio Suvilla, l’avvocato appoggiato dal generale e capace al primo turno di raggiungere il 14,21 % (5 punti in più della Lega), ha invitato i vigevanesi a votare scheda bianca o nulla al ballottaggio. La Lega è stata la grande sconfitta del primo turno: si è fermata a un modesto 9,3%, un calo consistente rispetto al 27% del 2020. Riccardo Ghia, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, non è andato oltre il 21,45 % ed è rimasto tagliato fuori dal ballottaggio. Lega e Noi Moderati hanno scelto di lasciare libertà di voto ai loro elettori. Fratelli d’Italia invece si è schierata pubblicamente a favore di Previde Massara.

Ad Agrigento pesano le divisioni a destra

Ad Agrigento si sfideranno Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (FI-FdI-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Ma Gentile ha escluso apparentamenti e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno.

Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa sarà tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest’ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto.

A Chieti si ricompattano le destre

A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, vanno al ballottaggio Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,47%). Ma se al primo turno il centrodestra è andato diviso, al secondo c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. Il candidato di centrodestra ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%).

Fiato sospeso a Lecco

Sarà una sfida all’ultimo voto quella per l’elezione del prossimo sindaco di Lecco. La sfida sarà tra il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni e lo sfidante di centrodestra Filippo Boscagli, ex capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. Al primo turno è stato proprio Boscagli a sfiorare l’elezione con 11.324 voti, pari al 48,6%, mentre Gattinoni si è fermato al 42,5%, con 9.899 preferenze.

A Macerata il ballottaggio è scattato per una manciata di voti: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze. Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Quest’ultimo, dal 26 maggio in poi, ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un’intesa con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee.

A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfideranno Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento fatto. Decisivo il 21 per cento dei voti ottenuti al primo turno dal civico Giacomo Marinaro.