Con 16 città da bollino rosso oggi e temperature che sembrano destinate a salire ulteriormente, il condizionatore non è più un lusso ma una vera e propria necessità. Ma quanto pesa davvero sulla bolletta? E soprattutto, si può fare qualcosa per contenere i costi?
La risposta breve è sì. Ecco i numeri aggiornati e qualche consiglio concreto per non ritrovarsi con brutte sorprese a fine mese.
Quanto costa il condizionatore nell’estate 2026
Secondo un’analisi di Facile.it, una famiglia tipo che usa un dual split in classe A+ per 8 ore al giorno nei tre mesi estivi spende circa 146 euro complessivi. Rispetto all’estate 2025 si tratta di un aumento del 4%, legato ai rincari dell’energia sul mercato all’ingrosso causati soprattutto dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran che, come noto, ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Per avere un’idea più precisa sulla propria situazione, basta una formula semplice: Consumo giornaliero (kWh) = potenza assorbita (kW) × ore di utilizzo Costo = kWh × prezzo per kWh
Il prezzo medio “tutto incluso” in bolletta oscilla oggi tra 0,23 e 0,40 €/kWh a seconda del contratto (monorario o biorario) e della fascia oraria.
Nel caso di un climatizzatore “Split 9.000 BTU (inverter)” il consumo giornaliero è di 5,6 kWh, che si traducono in un costo stimato compreso tra 1,29 e 2,24 euro al giorno, pari a 39 – 67 euro al mese.
Se l’apparecchio è più potente, come nel caso di uno “Split 12.000 BTU (inverter)”, il consumo giornaliero è pari a 8 kWh, ossia tra 1,84 e 3,20 euro al giorno, pari a 55 – 96 euro al mese.
Sensibilmente maggiore il costo per un vecchio modello di classe energetica B o C, che arriva a consumare tra il 30 e il 50% in più rispetto ai modelli con tecnologia inverter. In questo caso, infatti, il costo a fine mese può arrivare fino a 144 euro.
Come limitare il consumo energetico
Imposta la temperatura giusta
La regola d’oro è mantenere un differenziale massimo di 7 gradi tra interno ed esterno. Con 35 gradi fuori, impostare il condizionatore a 26-27 gradi è la scelta più efficiente e più sana. Ogni grado in meno rispetto a questa soglia aumenta i consumi del 7-10%, di conseguenza impostando correttamente la temperatura si può ottenere un risparmio tangibile.
La manutenzione dei filtri
Un filtro intasato di polvere obbliga il motore a lavorare di più per raggiungere la temperatura impostata, riducendo l’efficienza fino al 20%. Pulirli ogni due o tre settimane non richiede più di cinque minuti ma si traduce in un risparmio concreto in bolletta.
Sfruttare le fasce orarie, se previste dal proprio contratto energetico
Se il proprio contratto energetico prevede le fasce orarie, allora è bene sfruttarle. Di norma, con questo tipo di contratti, la sera, la notte e i festivi costano significativamente meno. Per questo programmare il condizionatore per rinfrescare la camera da letto a partire dal tardo pomeriggio, quando le tariffe scendono, può fare una differenza concreta sulla bolletta mensile.
Valutare un modello di condizionatore più efficiente
Passare da un condizionatore in classe A+ a uno in classe A+++ consente un risparmio fino al 49% sui consumi, sempre secondo l’analisi di Facile.it. Se l’apparecchio ha più di dieci anni, il ritorno sull’investimento di una sostituzione è quasi sempre positivo nel giro di due o tre stagioni.
Vale la pena cambiare fornitore energetico
Tanti si chiedono se cambiare fornitore energetico possa avere un impatto sulla bolletta. Ebbene in tal caso la risposta è un deciso sì, e i numeri lo confermano. Secondo le stime dei principali comparatori, chi passa a un’offerta luce più conveniente può risparmiare fino al 37% sulla componente energia.