Conte si prende l’Italia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla Redazione

Tutto fatto. Carlo Tavecchio a soli tre giorni dalla sua elezione alla guida della Federcalcio mette a segno il suo primo colpo. Antonio Conte sarà il prossimo ct della nazionale. L’ex allenatore della Juventus (il numero uno sulla lista del presidente della Figc) guiderà gli azzurri per i prossimi due anni. Per lui un contratto d’oro, mai assicurato prima a nessun commissario tecnico italiano: un biennale da 3,6 milioni a stagione, garantito anche dalla partecipazione di alcuni sponsor. “Il contratto tra la Figc e Conte prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione – si legge sul comunicato della Figc – con un bonus per la qualificazione a Euro 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del ranking Fifa di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla finale Euro 2016”. Del resto Conte era ambito da mezza Europa e avrebbe potuto aspettare un anno prima di approdare su qualche panchina prestigiosa (come quella del Psg).

Conte non sarà solo il ct ma erediterà anche il ruolo che fu di Arrigo Sacchi diventando il coordinatore di tutte le nazionali. Questo il progetto che ha convinto l’ex allenatore bianconero ad accettare la proposta di Tavecchio. “l presidente Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente questa mattina definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà Antonio Conte alla Figc fino al 31 luglio 2016 – si legge nella nota emessa in serata dalla Federazione -, al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’avvocato Mario Gallavotti per la Figc”.

“L’Italia ha bisogno di un condottiero e credo che Conte sia quello giusto: credo sia l’allenatore più importante sulla piazza” ha commentato a caldo Tavecchio. Conte, raggiunto telefonicamente, si è limitato dire “sono contentissimo”. La presentazione è fissata per il 19 agosto.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La scelta responsabile di un leader

Bisogna aver bisticciato da piccoli con la matematica e la logica politica per sostenere che Giuseppe Conte abbia rinunciato a candidarsi alla Camera a Roma (leggi l’articolo) per paura di essere battuto da Calenda e Renzi. I due, che insieme non arrivano al 4% nazionale,

Continua »
TV E MEDIA