Curling: cos’è, come si gioca e a cosa serve la scopa?

Curling Olimpiadi di Pechino 2022
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Il curling è uno degli sport invernali che ha maggiormente attirato l’attenzione durante le Olimpiadi invernali di Pechino 2022: cos’è, come si gioca e a cosa serve la scopa?

Curling: come si gioca

Nel corso delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, il curling è stato uno degli sport che ha maggiormente attirato su di sé l’attenzione degli spettatori. Lo sport, praticato sul ghiaccio, si basa sul gioco delle bocce, al quale ha apportato alcune minime ma significative modifiche.

La superfice ghiacciata sulla quale viene praticato il curling ha una lunghezza pari a circa 45 metri e una larghezza di 4 metri e viene bagnata con dell’acqua al fine di ogni partita in modo tale da creare delle goccioline ghiacciate capaci di rendere il campo irregolare. Durante ogni partita, poi, si sfidano tra loro due squadre composte ognuna da 4 giocatori.

I quattro giocatori delle due squadre si sfidano lanciando a turno sulla pista ghiacciata dei blocchi di pietra da 20 chilidotati di manico e chiamati in gergo “stone”. Dopo il lancio, due giocatori della squadra cominciano a spazzare la superfice ghiacciata della pista con una scopa in modo tale da migliorare la traiettoria della stone e tentando di indirizzarla verso l’obiettivo chiamato “house”. La house è rappresentata da una sorta di bersaglio circolare disegnato sul ghiaccio: la squadra che colloca più stone vicine al centro della house vince la partita.

Cos’è il curling e quali sono le regole dello sport

Per quanto riguarda le origini del curling, è possibile che la disciplina sportiva sia stata inventata in Scozia durante il tardo Medioevo ma è stato riconosciuto come sport olimpico in modo ufficiale soltanto nel 1998, quando venne introdotto in occasione delle Olimpiadi di Nagano, in Giappone.

In epoca contemporanea, il curling è particolarmente diffuso in America settentrionale e le Nazioni più forti al mondo in questa disciplina risultano essere la Scozia e il Canada.

Le regole del curling sono particolarmente semplici: lo scopo dello sport consiste nel lanciare le stone sulla pista e posizionarle quanto più vicine alla house, il bersaglio disegnato sul ghiaccio. I punti di ogni squadra in gara vengono calcolati rispetto al numero di stone più vicine al bersaglio al termine di ogni turno.

Nelle gare ufficiali e internazionali, si giocano in totale dieci manche: durante ogni manche, le quadre lanciano rispettivamente otto stone, due per giocatore, e alternando un tiro a testa per ogni team.

La squadra che risulta essere vincitrice della manche ottiene dei punti: ogni stone posizionata più vicina al centro della house, disegnato come un bottone rosso, rispetto alla prima stone degli avversari più vicina al bottone, corrisponde a un punto.

Nel computo del punteggio, inoltre, vengono considerate anche le stone presenti nel cerchio colorato più esterno rispetto al bottone rosso della house, tradizionalmente colorato di blue.

Il punteggio massimo che ogni squadra può totalizzare in una manche, se tutte le sue stone sono posizionate all’interno del cerchio blu e più vicine al bottone rosso rispetto alle stone della squadra avversaria, è pari a 8.

Riuscire a totalizzare un simile punteggio in una sola manche è molto raro ma, qualora la circostanza si dovesse verificare, si dice che la squadra ha fatto un “pupazzo di neve”.

Perché si usa la scopa nel curling?

Una delle caratteristiche del curling che desta maggiore curiosità negli spettatori riguarda l’uso della scopa, che rappresenta uno degli elementi più importanti del gioco e che entra in scena subito dopo il lancio della stone.

In seguito al lancio della stone da parte di un giocatore della squadra, infatti, altri due atleti del medesimo team iniziano a spazzolare con forza e incredibile coordinazione la pista ghiacciata consentendo alla pietra di scivolare in modo regolare lungo la sua traiettoria. Una simile azione è necessaria per impedire alle goccioline ghiacciate presenti sulla superfice della pista di far curvare la stone.

Spazzolare la pista, quindi, serve sia ad incrementare la velocità della pietra eliminando le goccioline presenti che a diminuire l’attrito con il terreno e far procedere la stone in modo dritto.

In questo contesto, la dinamica della coordinazione è fondamentale e deve essere messa in atto da tutti i membri della squadra. Lo skip che lancia la stone, infatti, indica ai compagni come indirizzare la traiettoria, dosando la frequenza e l’intensità delle spazzolate.

È severamente vietato toccare la stone in movimento con la scopa: qualora accadesse, il team verrebbe punito con un’infrazione.