Ci risiamo. Mentre il governo vorrebbe insegnare agli iraniani che la libertร si conquista scendendo in strada, in casa propria continua a riscrivere le regole della forza pubblica per renderla sempre meno sindacabile. Nel nuovo ddl sicurezza riemerge lo scudo penale per le forze dellโordine, ancora una volta mascherato da โtutela procedimentaleโ, ancora una volta infilato nei meccanismi tecnici del processo per evitare la parola che spaventa anche chi lo propone: immunitร .
Il cuore della norma รจ semplice quanto dirompente. Nei casi di uso delle armi o di mezzi di coazione fisica da parte di agenti in servizio, il pubblico ministero non dovrebbe piรน procedere allโiscrizione immediata nel registro degli indagati se lโazione appare coperta da una causa di giustificazione. Prima viene una fase di valutazione preliminare, poi โ eventualmente โ lโiscrizione. Tradotto: un limbo investigativo, in cui lโatto che oggi รจ dovuto e serve ad attivare le garanzie difensive e il controllo del giudice diventa facoltativo. Lo scudo non assolve, ma sposta il tempo della giustizia. E nel diritto penale il tempo รจ giร una forma di potere.
Una tentazione che ritorna da cinquantโanni
Non รจ un incidente di percorso. ร lโennesimo capitolo di una storia lunga mezzo secolo. Dalla Legge Reale del 1975, che ampliรฒ lโuso legittimo delle armi senza mai riuscire a sottrarlo al vaglio giudiziario, ai governi Berlusconi e alla stagione dei โlodiโ, fino ai decreti Salvini e alla riforma della legittima difesa venduta come automatismo assolutorio e poi ricondotta dai giudici nei binari della proporzionalitร .
Ogni volta la destra ha cercato uno scudo esplicito. Ogni volta si รจ fermata davanti alla Costituzione, alla Corte costituzionale, alla Corte europea dei diritti dellโuomo. Questa volta la strategia รจ diversa: non toccare la punibilitร , ma il procedimento. Non dire โnon si indagaโ, ma โsi indaga dopoโ. Al posto di negare il procedimento si decide di rinviarlo.
Perchรฉ ora potrebbero farcela
Il contesto aiuta. La riforma Cartabia ha giร introdotto una valutazione sugli indizi prima dellโiscrizione. La maggioranza usa quella sponda per spingersi oltre e costruire una presunzione di legittimitร funzionale per chi indossa una divisa. A questo si somma un clima politico ossessionato dallโordine pubblico, la pressione costante dei sindacati di polizia, la competizione interna al centrodestra su chi difende meglio โchi ci difendeโ.
Il risultato รจ un testo che potrebbe superare il primo vaglio parlamentare proprio perchรฉ si presenta come tecnico e garantista, mentre in realtร ridisegna lโequilibrio tra forza e controllo. Una riforma che avanza per sottrazione, senza proclami, ma con effetti strutturali.
Le crepe costituzionali sotto la vernice tecnica
Le criticitร sono evidenti. Lโobbligatorietร dellโazione penale viene svuotata dallโinterno: come si puรฒ valutare una causa di giustificazione senza indagare formalmente? Lโeguaglianza davanti alla legge salta quando due fatti identici seguono percorsi diversi in base alla qualifica di chi preme il grilletto. Il diritto di difesa viene paradossalmente indebolito anche per gli stessi agenti, perchรฉ senza iscrizione non scattano le garanzie sugli atti irripetibili.
Sul fondo resta lโobbligo europeo di indagini effettive quando lโuso della forza statale provoca morti o lesioni gravi, un obbligo che allโItalia รจ giร costato condanne pesanti. Ritardare lโaccertamento significa indebolirlo. E indebolire lโaccertamento significa normalizzare lโopacitร .
Il disegno complessivo: piรน forza, meno controllo
Inserito nel pacchetto sicurezza, lo scudo dialoga con altre norme: aggravanti automatiche per chi resiste, nuovi reati che colpiscono anche la resistenza passiva, ampliamento delle garanzie per lโintelligence, possibilitร di portare armi private fuori servizio. La geometria รจ coerente. Piรน potere repressivo allo Stato, meno controlli ex ante, piรน fiducia nella forza e meno nella giurisdizione.
ร uno Stato di polizia soft, che non cancella i tribunali ma li raggiunge in ritardo. Che non proclama lโimpunitร , ma la rende praticabile. Che chiede ordine in casa e rivolta altrove. La contraddizione non รจ solo politica. ร strutturale. E racconta con precisione dove stiamo scivolando, mentre continuiamo a chiamarlo sicurezza.