Appunti, racconti, intercettazioni, soliloqui. Nell’informativa dei carabinieri sulle indagini e carico di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco emergono tanti nuovi elementi. Che riguardano il 38enne, ma in alcuni casi anche i suoi genitori. Elementi che secondo chi indaga potrebbero cambiare la storia del delitto.
Gli appunti di Sempio
Partiamo dagli appunti di Andrea Sempio, quelli in cui scrive “ansia”, probabilmente riferendosi a se stesso, e “panico” in questo caso parlando di sua madre e del suo timore per l’inchiesta sul figlio. Parole scritte in un’agendina con appunti che vanno dal 2019 e fino al 2021. Inizialmente si parla di una data precisa, perché Sempio scrive: “2019 – molta ansia – 2 archiviazioni”.
Poi, il 23 giugno 2020, l’indagato scrive che “Stasi ha chiesto riapertura”, in riferimento alle nuove indagini chieste dall’unico condannato per l’omicidio. Poi, il giorno dopo, Sempio scrive ancora: “Mamma in panico per la cosa di Stasi”. Ancora, il 27 giugno: “Stasi pare punti sui capelli… lontano da noi”. Ci sono poi altri appunti, con riferimenti che arrivano fino al 2021.
Secondo gli inquirenti, l’indagato “nei suoi appunti fa trasparire anche un certo interesse all’iter processuale” che riguarda Stasi. La procura di Pavia, comunque, basa la sua accusa – che ha portato alla notifica di chiusura delle indagini – soprattutto su altro, a partire dal dna sulle unghie di Chiara che potrebbe essere compatibile con quello di Sempio e dall’impronta 33 sul muro che porta alla cantina di casa Poggi.
Le intercettazioni di Sempio e dei genitori
E poi ci sono i soliloqui di Sempio, all’interno della sua auto. Non solo quello in cui, nell’aprile del 2025 (quando era già indagato) diceva di aver visto “quei video” (quelli intimi di Stasi e Chiara), ma anche, per esempio, quello del 12 maggio in cui parla di qualcosa che potrebbe essere, secondo chi indaga, la scena del crimine: “Proprio sulla destra per stare attento… perché c’era il sangue, e gli han detto no… lui dice di non aver… con i piedi”.
Poi aggiunge: “Quando sono andato io il sangue c’era…”. E “lui”, riferito a Stasi, “non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie”.
C’è poi un’altra intercettazione che emerge sempre dall’informativa dei carabinieri. Siamo al 14 aprile 2025, Sempio parlerebbe della reazione di Chiara Poggi a una sua telefonata in cui si sarebbe rifiutata di parlare con lui, riattaccando il telefono. “Cioè è stata bella stronza… giù il telefono”, viene riportato negli atti.
Ci sono poi altri elementi, come l’intercettazione ambientale di ottobre in cui Giuseppe Sempio, padre di Andrea, dice alla moglie Daniela Ferrari: “Perché comunque lo scontrino l’hai fatto tu”. E lo scontrino sarebbe quello del 13 agosto 2007 di un parcheggio di Vigevano, che la difesa di Sempio cita per dimostrare che allora si trovava a Vigevano e non a Garlasco.
Le conclusioni dei carabinieri
In conclusione, i carabinieri sostengono che nei confronti di Stasi si è di fronte a una “suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni. Tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contraddittori”. I carabinieri scrivono che Stasi non potrebbe essere l’autore dell’omicidio e che le indagini a suo carico si basano su elementi “incomprensibili” e “paradossali”.
Secondo quanto scrivono i carabinieri ci sarebbero due finestre temporali in cui Sempio potrebbe aver commesso l’omicidio. Le conclusioni della relazione medico-legale di Cristina Cattaneo collocano l’omicidio tra le 7 e le 12.30 del 13 agosto 2007. Chiara ha disinserito l’allarme alle 9.12 e per questo la prima ipotesi è che l’omicidio sia avvenuto tra le 9.12 e le 9.58, ovvero quando Sempio chiama un amico. Oppure tra le 9.58 e le 11.25, quando Sempio viene chiamato dai genitori, stando all’accusa di chi indaga.